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L'uomo che si ciba esclusivamente di pizza da 25anni

Dan, 38 anni, è famoso alla cronaca per cibarsi esclusivamente di pizza da 25 anni. Ecco cosa ha raccontato in un'intervista.
(foto:Web)

A dispetto dell’ultima scoperta di un neurologo che sostiene che troppi carboidrati siano nocivi alla salute, Dan Janssen è famoso alla cronaca per mangiare solo pizza da 25anni.
Questo falegname di 38anni è in perfetta forma fisica, nonostante da 25 anni si cibi esclusivamente di pizza, il cibo più amato in tutto il mondo.
Dan soffre però di diabete e ha spesso cali di zuccheri.
Si racconta su Vice.com:

“Negli ultimi 25 anni ho mangiato pizza ogni singolo giorno, e non parlo solo di un trancio al giorno. Di solito mangio una pizza intera dal diametro di 35 cm, e mangio soltanto pizza al formaggio. Non mi stanco mai. Se cambio pizzeria o fast food, è come mangiare una pietanza del tutto diversa”

“La mia pizza preferita in assoluto è quella di Pontillo, nell’Upstate di New York. Non ne mangio una da dieci anni, quindi non posso garantire che sia ancora buona, ma l’ultima volta che ne ho presa una l’ho trovata superiore a ogni pizza che io abbia mai mangiato. Per il resto la pizza è come il sesso, anche se è cattiva, va bene lo stesso”.

Fino ai 15 anni, Dan si è cibato in modo regolare, successivamente ha deciso, per questioni morali, di diventare vegetariano e nonostante la carne gli piacesse molto ha deciso di smettere. Il problema è che Dan odiava le verdure e quindi ha deciso di iniziare la bizzarra dieta a base di pizza.
Attraverso sedute psicologiche Dan ha scoperto di aver subito diversi traumi infantili riguardo al cibo:

“Quando avevo quattro o cinque anni, vivevo in un posto sperduto della Carolina del Nord, e andavo all’asilo a casa della signora Stanfill. Ci dava da mangiare stufato Brunswick tutti i giorni, che non è una roba che vorresti mangiare a cinque anni. È fatto di pollo, maiale, o coniglio con manzo e gombo, fagioli di Spagna, mais, patate e pomodoro. Protestavo e cercavo di scappare ma lei mi riacchiappava. Non ricordo se mi picchiasse o sculacciasse, ma so per certo che mi chiudeva nello sgabuzzino in punizione perché non avevo mangiato lo stufato. Mi ritrovavo seduto lì dentro a piangere e urlare per un paio d’ore, finché non veniva a riprendermi mia madre. E quando avevo cinque anni, ero a casa. Mia sorella mi aveva dato da mangiare dei funghi, che poi abbiamo scoperto essere velenosi. Sono finito in ospedale. Mi hanno dato Coca Cola e sciroppo di Karo finché non ho vomitato, e sono andato avanti a vomitare in maniera incontrollabile per tutta la notte.”

Un racconto scioccante ma che giustifica le sue abitudini alimentari scorrette.
Per lui cucinare vuol dire semplicemente sprecare energie, tempo e soldi.
Vorrebbe disintossicarsi, ma per il momento non ci riesce e non sta a noi giudicare.

“E non voglio diventare un “foodie” o uno di quei feticisti del cibo perché credo si tratti di un sottoprodotto idiota della nostra società narcisista. Quelli devono mangiare per forza roba a chilometro zero e stupidate del genere. Mi piacciono i conservanti e mi piace la pizza. Mio padre è identico. Si è operato per un triplo bypass e una settimana dopo è uscito a mangiare una bistecca gigante”.