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Hai pagato la tassa sui rifiuti? Chiedi il rimborso dell'Iva!

La tariffa rifiuti non deve essere assoggettata a Iva. Si tratta infatti di un'entrata tributaria che, in quanto tale, non può mai costituire il corrispettivo di un servizio reso. Questo è quanto ha ribadito la Corte di cassazione, con la sentenza 3756 del 9 marzo scorso.

È raro di questi tempi ma, finalmente, una buona notizia che riguarda il pagamento delle tasse. Sebbene la notizia non sia nuova, sono pochi i contribuenti che hanno approfittato di questa possibilità di ottenere il rimborso.

La notizia non dovrebbe suonarvi nuova, ma dovete sapere che le Finanze avevano tentato di bloccare le istanze di rimborso dei contribuenti rilevando la continuità esistente tra la Tia1 (articolo 49, Dlgs 22/1997) e la Tia2 (articolo 238, Dlgs 152/2006). La Tia2 è stata, infatti, dichiarata entrata patrimoniale, soggetta a Iva con la disposizione all’articolo 14. Senonché, proprio questa tesi è stata smentita dall’ultima pronuncia della Cassazione.

Sono oltre 6 milioni le famiglie (pari a circa 17 milioni di cittadini) residenti in ben 1182 comuni italiani, che, dal 1999 al 2008, hanno dovuto pagare l’Iva di troppo sulla tassa sui rifiuti, e che oggi devono avere indietro quanto versato in più del dovuto ma non si sono ancora attivati per chiederli. La stima di tale spesa non è affatto di poco conto: secondo quanto indicato dall’ANCI si stima che i rimborsi per le famiglie ammontino a 993 milioni di Euro. Ad esempio: per una famiglia che paga 250 Euro all’anno di Tia, quindi, la restituzione corrisponderebbe a 25 Euro l’anno, che vanno moltiplicati per il numero di anni in cui si è pagata la Tia.

“Solo nel Comune di Roma – spiega Stefano Conti, vicepresidente Federconsumatori Lazio – parliamo di milioni di utenze. L’importo medio che devono avere i cittadini va da un minimo di 80 euro ad un massimo di 300 euro quindi è facile capire l’importanza di questa restituzione, soprattutto in questo periodo di carenza di mezzi finanziari per tutte le famiglie. Il Comune di Roma – ha continuato Conti – ha introdotto la Tia in sostituzione della precedente tassa nel 2003 e solo dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 2009 ha smesso di trattenere l’iva, aumentando, tra l’altro, la tariffa di un importo corrispondente”. Il Comune di Roma quindi deve restituire l’iva trattenuta indebitamente a tutti i cittadini che hanno pagato la Tia dal 2003 al 2009. Non serve certo una calcolatrice per capire che si tratta di una somma davvero importante.