diredonna network
logo
Stai leggendo: Dna italiano 30 volte superiore al resto d’Europa

La scienza ha definito il numero massimo di ore lavoro al giorno per essere produttivi

Oroscopo dal 23 al 29 marzo - Come sopravvivere alle stelle

H&M primavera/estate 2017: scoprite con noi la nuova collezione!

Il Paese più felice del mondo non è più la Danimarca? E l'Italia a che posto è?

Disegna il tuo papà!? Il risultato è sorprendente (e dolcissimo)

Oroscopo dal 16 al 22 marzo - Come sopravvivere alle stelle

Divorziano dopo 19 anni: lui le invia questi fiori con questo biglietto

Dal satanismo al sesso: la bufala dei messaggi subliminali di Art Attack

Questa è la proposta di matrimonio più bella del mondo

Selfie con il morto: "With me", l'app che ti permette di essere accanto a chi non c'è più

Dna italiano 30 volte superiore al resto d'Europa

Gli italiani sono geneticamente migliori.Lo conferma uno studio scientifico.
(foto:Web)

Gli italiani sono ancora una volta sul podio per essere i migliori d’Europa in qualcosa.
Questa volta è il patrimonio genetico del BelPaese ad avere la meglio.
Grazie al miscuglio di provenienze, alle continue migrazioni e all’isolamento delle minoranze linguistiche, il Dna “tricolore” è il più variegato del Vecchio Continente.

È questo il risultato di uno studio pubblicato sul Journal of Anthropological Sciences, nato nel 2007 dalla collaborazione con l’Università della Sapienza di Roma e gli atenei di Bologna, Cagliari e Pisa.
Esaminando il Dna trasmesso per linea materna, ovvero quello mitocondriale, la ricerca ha passato ai raggi X 57 popolazioni del territorio nazionale, inclusi nuclei di antico insediamento, come le minoranze linguistiche (Ladini, Cimbri, e Grecanici). Ed è proprio grazie ad alcuni di questi gruppi (ad esempio, le comunità “paleogermanofone” e ladine delle Alpi o alcune popolazioni della Sardegna) che il codice genetico italiano è risultato così eterogeneo.

La distanza genetica tra due sardi o due abitanti delle regioni alpine può risultare fino a decine di volte superiore a quella che divide popolazioni come portoghesi e ungheresi, o spagnoli e romeni.
“I nostri dati – spiega il coordinatore dello studio Giovanni Destro Bisol, antropologo dell’università Sapienza di Roma – testimoniamo come fenomeni migratori e processi di isolamento che hanno coinvolto le minoranze linguistiche, per la maggior parte insediatesi nel nostro territorio prevalentemente tra il Medioevo e il XIX secolo, abbiano lasciato testimonianza non solo nei loro aspetti culturali, ma anche nella loro struttura genetica”.

Italians do it better, again.