diredonna network
logo
Stai leggendo: Dna italiano 30 volte superiore al resto d’Europa

Questo hotel ha dedicato la sala da Tè alla Bella e alla Bestia: ecco perché vorrete andarci

Quest'uomo ha speso 80mila dollari in chirurgia plastica per diventare come Britney Spears

Oroscopo dal 16 al 22 febbraio - Come sopravvivere alle stelle

Torna il Nokia 3310, il cellulare indistruttibile della nostra adolescenza!

Mamma single si traveste da papà per accompagnare il figlio all'evento della scuola

L'annuncio di lavoro dei sogni: essere pagate per assaggiare cioccolato

Jessica, perde la memoria ma si innamora di nuovo dello stesso uomo

Il tuo account Instagram potrebbe dire molto sulla tua salute mentale

"Ma cosa fai tutto il giorno?" Ecco la risposta di una mamma che non lavora

Oroscopo dal 9 al 15 febbraio - Come sopravvivere alle stelle

Dna italiano 30 volte superiore al resto d'Europa

Gli italiani sono geneticamente migliori.Lo conferma uno studio scientifico.
(foto:Web)

Gli italiani sono ancora una volta sul podio per essere i migliori d’Europa in qualcosa.
Questa volta è il patrimonio genetico del BelPaese ad avere la meglio.
Grazie al miscuglio di provenienze, alle continue migrazioni e all’isolamento delle minoranze linguistiche, il Dna “tricolore” è il più variegato del Vecchio Continente.

È questo il risultato di uno studio pubblicato sul Journal of Anthropological Sciences, nato nel 2007 dalla collaborazione con l’Università della Sapienza di Roma e gli atenei di Bologna, Cagliari e Pisa.
Esaminando il Dna trasmesso per linea materna, ovvero quello mitocondriale, la ricerca ha passato ai raggi X 57 popolazioni del territorio nazionale, inclusi nuclei di antico insediamento, come le minoranze linguistiche (Ladini, Cimbri, e Grecanici). Ed è proprio grazie ad alcuni di questi gruppi (ad esempio, le comunità “paleogermanofone” e ladine delle Alpi o alcune popolazioni della Sardegna) che il codice genetico italiano è risultato così eterogeneo.

La distanza genetica tra due sardi o due abitanti delle regioni alpine può risultare fino a decine di volte superiore a quella che divide popolazioni come portoghesi e ungheresi, o spagnoli e romeni.
“I nostri dati – spiega il coordinatore dello studio Giovanni Destro Bisol, antropologo dell’università Sapienza di Roma – testimoniamo come fenomeni migratori e processi di isolamento che hanno coinvolto le minoranze linguistiche, per la maggior parte insediatesi nel nostro territorio prevalentemente tra il Medioevo e il XIX secolo, abbiano lasciato testimonianza non solo nei loro aspetti culturali, ma anche nella loro struttura genetica”.

Italians do it better, again.