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Ed è arrivato, finalmente, il giorno… quel giorno; il giorno della gita ai grandi centri commerciali per comprare mobili e accessori per la casa.

Tu parti con i migliori presupposti  … “amore … andiamo  a dare un’occhiata. Mi servono solo due o tre cosine per il Natale, non preoccuparti. E’ giusto per passare un po’ il tempo… che vuoi fare, altrimenti, di domenica?”

Menti spudoratamente,  sapendo di mentire.

E anche lui ne è consapevole … ma è buono d’animo e fa finta di nulla.

Infatti …

Sei ore, due paia  di polpacci e una strisciata di carta di credito dopo siete diretti verso la macchina con due carrelli stracolmi. Carrelli nei quali ci sono sì le cosine per il Natale ma accompagnate da un piumone, due tende, delle  lenzuola, due lampade, un paio di pentole, dei bicchieri colorati, un mobiletto per il bagno, una scarpiera e una libreria.

Tutte cose in-di-spen-sa-bi-li, ovvio!

Arrivate a casa, scaricate la macchina ed inizia il momento delirio: il montaggio dei mobili.

Ora è inutile negare che l’approccio di donna e uomo sono nettamente diversi.

Noi ragazze affronteremmo tutto seguendo un piano di battaglia preciso:

– Aprire la confezione

– Leggere … anzi, guardare le figure, delle istruzioni

– Procedere, passo a passo, al montaggio.

Lui no!

Per prima cosa sparisce. E dove va? In cantina o in garage … a “prendere gli attrezzi”.

Torna, dopo un quarto d’ora abbondante,  con avvitatore, set di chiavi inglesi dal 2 al 186, trapano e relative punte, cacciaviti, chiodi, martello e un sorriso che va da orecchio a orecchio.

Tu, dissimuli  il brivido gelido che ti attraversa  la schiena. Vorresti chiedere, con un pizzico di sarcasmo “ amore, quando pensavi di dirmi che iniziavamo i lavori di ristrutturazione?” ma ti trattieni perché la sua felicità e il suo entusiasmo ti fanno tenerezza. E terrore. Un terrore tenero, insomma!

Giochi  la carta alternativa: “tesoro … non dovevi disturbarti … nella confezione, oltre alle viti,  c’è anche una simpatica chiavetta universale. Possiamo avvitare tutto con quella”.

Lui ti guarda con lo stesso sguardo che Gordon Ramsay riserva ai cuochi che osano portare in tavola dei piatti tiepidi. Una cosa al confine tra rassegnazione e schifo.

Scuotendo un po’ la testa risponde “ma vuoi mettere come viene meglio il lavoro usando il mio avvitatore? Guarda che gioiellino. 6 velocità in due direzioni, 24 punte calamitate in acciaio inossidabile  e doppia batteria al litio ricaricabile. Me l’ha regalato il mio migliore amico al  compleanno”

Tu riesci solo a pensare che se una tua amica per il compleanno ti regalasse una cosa del genere potresti disconoscerla un nano secondo dopo aver scartato il pacco.

Ma poi, in un lampo, tutto si fa chiaro e il parallelismo è palese.

Come avevi fatto a non pensarci prima?

Gli attrezzi per lui sono come i trucchi per noi ragazze.

Il set da 286 punte? E’ la nostra palette di ombretti … quella che va dal bianco-neve-appena-caduta-in-alta-montagna al nero-inchiostro-di-seppia-con-punte-di-antracite passando da 15 tonalità di rosa e almeno 30 di verde.

I cacciavite? Sono i nostri pennelli … e quello per il fondotinta, e quello per la terra, per il blush, per l’ombretto, da sfumatura, quello obliquo, quello morbido e quello per il rossetto.

Lo sguardo torna al tuo uomo, inginocchiato a terra davanti a una libreria che lo sta sfidando.

E lui, coraggioso, affronterà  il confronto  armato del suo avvitatore  e  avvolto dalla sua scintillante armatura. Ehhhh siii … perché le più fortunate hanno un compagno che possiede una tenuta da lavoro … che può andare dalla tuta dismessa e sformata con più patacche di Francesco Moser in un famoso spot pubblicitario degli anni 80, al classico Toni (non so se in tutte le regioni la tuta da lavoro si chiami, confidenzialmente, così  ma intendo quelle tutone intere, solitamente blu o verdi, con  le bretelle e delle grandi tasche portaoggetti). Ma è un capitolo che merita una trattazione a parte.

Insomma, amiche … questi sono momenti delicati in un rapporto. Ci sono montaggi di armadi che hanno fatto più danni di un’amante.

Dobbiamo supportarli i nostri uomini in questi frangenti. Non facciamo “le maestrine dalla penna rossa” sventolando sotto il loro naso le istruzioni a prova di imbecille o redarguendoli, con la bocca a culo di gallina, su quanto tempo ci mettono.  Piuttosto  stiamo loro accanto e facciamo tipo infermiera che passa al chirurgo i ferri del mestiere.

“Brugola del 3”

“Ecco, amore! Oh … come avviti tu, nessuno!” facendo gli occhi da cerbiatta svampita.

Ed il suo ego lieviterà … come la pizza! E se siamo fortunate non solo il suo ego … e la serata diventerà subito più divertente.

Ok, ok … ce la potremmo fare da sole a montare la scarpiera SKRATENGEN ma rischiamo di romperci le unghie. Quindi lasciamo fare a lui … servirà pure a qualcosa averlo per casa che gironzola tutti i giorni, no?

Cosa?  La mia è una visuale cinica?

L’uomo non è utile solo a montare i mobili?

E chi l’ha mai detto??? Non sono mica cosi cattiva … l’ho sempre ammesso che serve a buttare la spazzatura e a portare le  borse della spesa…

… ma dai che scherzo!!!

Anche ad uccidere i ragni, ovvio!