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5 Buoni Motivi per i quali Leggere è (molto) meglio che guardare la Televisione

Leggere è molto meglio della Tv.Vi diamo 5 buoni motivi per riprendere quel libro da troppo tempo dimenticato sul comodino.
(foto:Web)

Un recente sondaggio condotto dall‘Huffington Post ha evidenziato che, su 1.000 adulti statunitensi, il 28% non ha letto un libro nel corso dell’ultimo anno.

Leggere però è importante e ogni tanto, se non tutte le sere, bisognerebbe staccarsi dal mondo virtuale o dalla televisione.

Uno studio suggerisce che godere della lettura potrebbe contribuire a rafforzare la vostra “abilità” di lettura della mente. La ricerca, pubblicata su Science, ha dimostrato che la lettura di opere letterarie coltiva una abilità chiamata “teoria della mente”, descritta come “la capacità di ‘leggere’ i pensieri e i sentimenti degli altri.

Servono altre motivazioni per prendere in mano magari quel libro che da troppo tempo è lì sul comodino?

Te ne diamo 5.

1. Leggere aiuta a combattere lo stress

(foto:Web)

La ricerca condotta nel 2009 presso l’Università del Sussex ha dimostrato che la lettura è il modo più efficace per superare lo stress, battendo la musica, la tisana, lo sport.

Ai partecipanti allo studio sono bastati appena sei minuti per rilassarsi (in cui sono state misurate la frequenza cardiaca e la tensione muscolare), non appena hanno iniziato a girare le pagine del libro che avevano deciso di leggere.

“Non import quale libro leggiate. Perdersi completamente in un libro che per voi è coinvolgente può alleviare le preoccupazioni e lo stress della vita quotidiana” ha dichiarato il ricercatore David Lewis al Telegraph.

2. Leggere può tenere lontano il morbo di Alzheimer

(foto:Web)

Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences nel 2001, gli adulti che si impegnano in hobby che coinvolgono il cervello, come la lettura o i puzzle, hanno meno probabilità di avere il morbo di Alzheimer.

“Questi risultati sono determinati dal fatto che l’inattività è un fattore di rischio per la malattia o perché l’inattività è un riflesso dei primissimi effetti subclinici della malattia, o da entrambi”  hanno scritto i ricercatori nello studio.

“Così come l’attività fisica rafforza il cuore, i muscoli e le ossa, l’attività intellettuale rafforza il cervello contro le malattie.”

3. La lettura può aiutare a dormire meglio

(foto:Web)

Molti esperti del sonno consigliano di stabilire una regolare routine anti-stress prima di dormire per calmare la mente e il vostro corpo: nulla di meglio di un buon libro.

Leggere può aiutarti a chiudere gli occhi, mentre le lucine blu del display.

4. Perdersi in un buon libro può aumentare la vostra empatia

(foto:Web)

Ricercatori nei Paesi Bassi hanno realizzato due esperimenti che hanno mostrato che le persone che sono state coinvolte da un buon libro hanno aumentato la loro empatia.

“In due studi sperimentali, siamo stati in grado di dimostrare che le auto-riferite abilità empatiche sono notevolmente cambiate nel corso di una settimana per i lettori di una storia di fantasia, come nei romanzi di Arthur Conan Doyle o José Saramago” hanno scritto i ricercatori.

“In particolare, i lettori altamente trasportati da Doyle sono diventati più empatici, mentre i lettori non trasportati sia di Doyle che Saramago sono diventati meno empatici.”

5. La lettura è lo sport del cervello

(foto:Web)

Una vita di lettura potrebbe anche aiutare a mantenere il cervello in forma quando si raggiunge la vecchiaia, secondo la ricerca pubblicata all’inizio di quest’anno sulla rivista Neurology.

Lo studio ha incluso 294 partecipanti che sono morti ad un’età media di 89 anni, ha trovato che coloro che esercitano attività mentalmente stimolanti prima e più tardi nella vita hanno sperimentato un più lento declino della memoria rispetto a coloro che non hanno esercitato la mente.

Le persone che hanno esercitato le loro menti più tardi nella vita hanno avuto un tasso del 32% più basso di declino mentale rispetto ai loro coetanei con attività mentale media.

La velocità di riduzione tra quelle con infrequenti attività mentale, invece, era del 48% maggiore rispetto al gruppo medio.