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Traffico di organi in Cina: bambino rapito e ritrovato senza occhi

Qualche giorno fa, in Cina, un bambino di sei anni è stato rapito e poi ritrovato dai genitori, senza più gli occhi. Il traffico degli organi in Cina è un problema noto e reale.
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La notizia risale a qualche giorno fa ma continua a fare il giro del  mondo suscitando lo sdegno di tutti. Il 27 agosto, nella provincia settentrionale dello Shanxi – in Cina – un bambino di sei anni viene rapito per circa 4 ore. Viene successivamente ritrovato dai genitori in un campo, con il viso ricoperto dal sangue. Pensando si trattasse di una ferita dovuta ad una caduta, portano subito il figlio in ospedale ed è lì che il padre e la madre scoprono l’atroce verità: al bambino è stata praticata l’ablazione dei due globi oculari, gli sono stati asportati gli occhi. La foto del bambino in ospedale, bendato, è in rete da giorni.

L’ipotesi più accertata al momento è che dietro alla vicenda ci sia uno spietato traffico di organi. Secondo quanto ricorda il piccolo, sarebbe stata una donna a praticargli un’anestesia per poi rimuovere gli occhi. La polizia ha offerto una ricompensa da 100.000 yuan (12.200 euro) per chiunque fornisse informazioni utili ad arrestare il colpevole.

In Cina ci sarebbero 300.000 persone in attesa di trapianto di organi e le operazioni ufficiali eseguite ogni anno sarebbero solo 10.000. Secondo la tradizione cinese, tutti i defunti devono essere sepolti senza alcuna mutilazione, per questo sono davvero rari i casi in cui una persona accetta di donare i propri organi o quelli di un caro defunto. In Cina, quindi, la maggior parte degli organi vengono prelevati da prigionieri o condannati a morte dopo il loro decesso e spesso il loro consenso a tale operazione viene strappata attraverso le torture. Dietro i trapianti di organi eseguiti in Cina si celano spesso la corruzione dei medici e pratiche di trafficanti esperti del settore.