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La morte di Maria Antonella: "Dio mi salverà"

Un'altra giovane vita spezzata dall'anoressia. "Dio mi salverà". Maria Antonella arriva a rifiutare ogni tipo di cura, sicura che la sua fede l'avrebbe salvata.
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Un’altra brutta storia di anoressia e di quanto questa malattia possa far percepire distorte delle idee che alla fine servirebbero solo per aiutarci.

Siamo in Argentina. Maria Antonella ha 19 anni e soffre di anoressia. È arrivata in quella fase della malattia dalla quale è difficile tornare indietro: ormai pesa solo 31 chili. Ma la sua volontà pesa, come un macigno. Perchè Maria Antonella non vuole farsi curare. Forse ha riconosciuto quanto grave sia la sua situazione, ma lei si è affidata a Dio. Dio curerà ogni suo male. Ma quello che fa più spaventare è che la scelta della ragazza è condivisa dalla madre e dalla nonna, che evidentemente non hanno compreso quanto effettivamente la situazione sia a rischio. Per mesi Maria Antonella ha rifiutato qualunque tipo di assistenza, anteponendo la sua fede. Ma alla fine un fisico cos’ gravemente compromesso non ha resistito nemmeno di fronte ad una convinzione così grande. Maria Antonella si è spenta sabato scorso a Rosario del Tale.

Ora si fa sentire prepotentemente il padre della ragazza, divorziato dalla moglie. Vuole andare fino in fondo e ha chiesto di stabilire le cause della morte. Lui non condivideva la scelta della figlia, aveva cercato in tutti i modi di opporsi, di costringerla ad un ricovero coatto, ma i suoi richiami erano vani di fronte al fatto che la ragazza era maggiorenne e quindi in possesso delle proprie facoltà mentali. Si dichiara inoltre preoccupato per le condizioni delle altre figlie, le quali sono ora aiutate da uno psicologo.

Il responsabile della procura delle città, Elbio Rojin, afferma che tutto il possibile è stato fatto, in quanto la convinzione della ragazza ha impedito le cure. Precisa inoltre che Maria Antonella non faceva parte di una setta, ma di un “gruppo” con il quale pregava.

Di certo, di fronte ad una situazione così grave, si poteva fare di più in quanto non ci si può trincerare dietro questioni di libero arbitrio quando c’è il rischio di perdere una vita, sia da parte delle autorità che da parte della madre, che ha lasciato morire la figlia. La povera Maria Antonella poteva essere salvata.

Di nuovo l’anoressia colpisce, di nuovo strappa una vita appena sbocciata. Non rimane che augurare a Maria Antonella di essersi ricongiunta con Dio e di riposare in pace.