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Raduno nazista a Milano: chi erano i presenti e la rabbia di Pisapia

Milano ha ospitato uno dei più grandi raduni di neonazisti. Il sindaco Pisapia si è mostrato visibilmente scocciato e su Repubblica un infiltrato ha raccontato cosa è successo.
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Sabato, Milano ha ospitato uno dei più grandi raduni neonazisti degli ultimi anni. Almeno 2mila persone hanno partecipato a questa riunione con il pretesto della musica: la manifestazione ha infatti ospitato band americane, tedesche, inglesi che si esibiranno in in brani ispirati a valori dell’estrema destra, inni pro violenza e pro xenofobia. Citazioni di Hitler, Mussolini etc. e anti immigrati, neri, omosessuali ed ebrei. I “diversi”.

Il tutto si è svolto in un grande capannone alla periferia sud di Milano, collegato ad una società di trasporti, circondato da alte mura di cinta. Nonostante le centinaia di persone in coda il servizio d’ordine del movimento Hammerskin non ha lasciato avvicinare nessun estraneo. Paolo Berizzi su Repubblica ha raccontato cosa è successo:

“Sono in centinaia. E sono in pre- valenza Hammerskin (l’élite de- gli skinhead). Un network inter- nazionale neonazista nato a metà degli anni ‘80 negli Stati Uniti da una costola del Ku Klux Klan. Come anticipato e denun- ciato ieri da Repubblica, i nazi- skin si sono dati appuntamento per un mega raduno a Rogoredo. Tre chilometri in linea d’aria dal centro di Milano. Che sarà pure come dice il ministro Kyenge (pe- santemente insultata sui siti del- l’estrema destra per il colore del- la sua pelle) la capitale dell’inte- grazione, ma il clima che si respi- rava ieri in questo pezzo di peri- feria a sud-est della città, era di ben altro tipo. Croci celtiche, simboli runici, saluti nazisti e co- ri “Sieg Heil!” sotto il palco dove, dalle sei del pomeriggio sino al- l’una di notte, si sono esibiti alcu- ni tra i gruppi musicali più segui- ti dai militanti della destra estre- ma: in particolare due. I Brutal Attack inglesi (sul loro sito è pre- sente una sezione di propaganda nazista, sono collegati al circuito “Blood and Honour” — dal mot- to della gioventù hitleriana “San- gue e Onore”), e i Bully Boys, arri- vati per l’occasione dagli Stati Uniti.” 

Pisapia, sindaco del capoluogo lombardo, si è mostrato visibilmente sconvolto in merito al concerto organizzato dalla Skinhouse di Milano per sostenere le spese processuali del 1993 di Azione Skinhead.

“Alle porte di Milano si ripropone l’inaccettabile presenza di una manifestazione di chiaro stampo neo-nazista, fatto questa volta maggiormente grave e inquietante data la sua annunciata dimensione internazionale: Milano non può accettare che si svolgano né ora né in futuro iniziative che attingano al repertorio dell’intolleranza razziale e politica in qualsiasi forma esse si presentino.”