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Addio a Ray Manzarek, il tastierista che «scoprì» Jim Morrison

A 74 anni scompare il musicista dei Doors. Pianista virtuoso, a lui si devono le principali intuizioni sonore della band
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Quando si pensa ai Doors si pensa soprattutto al loro leader carismatico Jim Morrison, morto a soli 27 anni (alimentando peraltro leggende metropolitane che lo vorrebbero vivo e vegeto, avendo simulato la propria morte per fuggire in qualche paradiso tropicale lontano dai clamori) ma i Doors non sarebbero mai esistiti e quindi Jim Morrison, se un intellettuale musicista altrettanto zazzeruto (e meno disinibito) non avesse convinto il Re Lucertola, sulle spiagge di Venice-Los Angeles, a diventare un cantante.

Quest’uomo si chiamava Ray Manzarek e il destino ha voluto che non se ne andasse a 27 anni, ma a 74 in Germania, in un lunedì sera di maggio, dopo una lunga malattia. Di cui non ci si era proprio accorti, visto che il leggendario tastierista della band californiana, solo l’estate scorsa, strimpellava come un ragazzino per tutta Europa (noi lo vedemmo, ancora e assai in forma, a Milano). Già, Manzarek insieme al socio Robby Krieger ( ma non al batterista John Densmore) non si rassegnava a chiudere il mito-Doors portandolo in giro ovunque, insieme a un cantante-sosia di Jimbo, con effetti non proprio entusiasmanti.

I Doors non avevano un bassista: il ruolo del basso era svolto dai pedali della tastiera di Ray Manzarek. Era un tastierista fenomenale, grazie alla sua incredibile tecnica, fu anche il “bassista” dei Doors, suonando un Rhodes Piano Bass appoggiato sul top piatto dell’organo (un Vox Continental e successivamente un Gibson G101). Questo gli permetteva di gestire la linea di basso con la mano sinistra e l’organo con la destra. In questo modo l’organo fu sempre suonato su ottave alte, dando alla melodia quel suono deciso e tagliente che gli ha reso tanta fortuna.

Fu proprio Ray assieme a Jim Morrison a fondare i The Doors ed è artefice di molte delle melodie delle più famose composizioni del gruppo (tra le più importanti tastieristicamente, oltre alla celeberrima Light my Fire, ricordiamo Riders on The storm, The Crystal ship, When The Music’s Over, L.A. Woman, Strange Days…

Chi erano i Doors e cosa hanno rappresentato?

thedoors
I Doors sono stati un gruppo musicale rock statunitense, fondato nel 1965 da Jim Morrison (cantante), Ray Manzarek (tastierista), Robby Krieger (chitarrista) e John Densmore (batterista), e scioltosi definitivamente dopo otto anni di carriera effettiva nel 1973, due anni dopo la morte di Jim Morrison (avvenuta il 3 luglio del 1971). Sono considerati uno dei gruppi più influenti e controversi della musica rock, alla quale hanno unito con successo elementi blues, psichedelia e jazz. Molti dei loro brani, come Light My Fire, The End, Hello, I Love You e Riders on the Storm, sono considerati dei classici e sono stati reinterpretati da numerosi artisti delle generazioni successive. Secondo  la Recording Industry Association of America o RIAA (alla lettera Associazione Americana dell’Industria Discografica) i Doors hanno venduto 35 milioni di dischi solo negli Stati Uniti e 100 milioni di dischi nel resto del mondo. Tre album in studio della band, The Doors (1967), L.A. Woman (1971) e Strange Days (1967), figurano nella lista dei 500 migliori album, rispettivamente alle posizioni 42, 362 e 407. Nel 1993 i Doors furono inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame. Ogni anno i Doors vendono ancora milioni di dischi!!

Per il tastierista di Chicago, Jim Morrison era uno che scriveva poesie, soprattutto non era l’ubriacone matto dipinto dalla nota pellicola di Oliver Stone. Un film “che ha rappresentato il veleno, fortuna che recentemente è arrivato l’antidoto, il documentario sulla vita dei Doors…“.

Ray Manzarek è stato, l’anima e il cuore dei Doors. La sua morte permette di abbracciare il ricordo di un tempo irripetibile, anni in cui era possibile vedere sulla scena personaggi come Jim Morrison, uno che, come diceva lo stesso Ray, “era il simbolo della libertà, un uomo libero che leggeva tanti libri e questo gli apriva le porte del cervello…“. Il pianista dei Doors è deceduto dopo aver lottato a lungo contro il cancro: aveva 74 anni e rappresenterà sempre una delle pagine più importanti del rock psichedelico.