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Addio alle monete da 1 e 2 centesimi.

Presto potremmo dire addio alle monetine da 1 e 2 centesimi. Ma togliere le piccole monete potrebbe portare più problemi del previsto.
centesimi

I piccoli centesimi stanno per sparire.

La Commissione europea studia ormai apertamente la possibile eliminazione delle monetine da uno o due centesimi di euro nate 11 anni fa, e giudicate ormai quasi invisibili, da quanto sono poco usate.

Ne circolano ancora quasi 46miliardi di pezzi, circa 140 a testa per tutti gli abitanti dei Paesi nella zona Euro. Solo il coniarli ha provocato ai singoli governi un buco di 1,4miliardi: una volta nelle tasche o nelle casse, rendevano meno di quanto erano costati al momento dell’uscita della moneta.
Il vicepresidente della Commissione europea e commissario agli affari economici Olli Rehn ha già deciso quattro soluzioni:

  1. Far finta di nulla e lasciare tutto com’è per evitare nuovi sconvolgimenti in un momento finanziario già così delicato.
  2. Stringere le cordicelle del borsellino cambiando la composizione della lega con cui sono fatte le monetine, rendendola più economica, e razionalizzandone il più possibile la produzione;
  3. Una cura radicale con il ritiro istantaneo di tutto la monetaglia circolante con quella «pezzatura» e con l’arresto del suo corso legale
  4. Stop alla produzione ma ancora via libera alla circolazione fino a lento esaurimento della stessa.

La decisione finale di Bruxelles non è ancora arrivata anche perchè ci vorranno altre consultazioni a tutti i livelli.

Gli Stati dell’euro non sono certo unanimi su questo tema (neanche su altri e lo sappiamo bene) e dopotutto sono 17 le zecche, non una, da cui gli spiccioletti si diffondono a raffica su tutta l’Europa. Troppi i conflitti e i contrasti tra i Paesi ricchi e quelli poveri.

 

Si temono troppi rimbalzi sotterranei dell’inflazione: e anche i minuscoli cents hanno contato qualcosa nel frenare (o ingannare) gli scarti dei prezzi «arrotondati», in tutti i caffè o chioschi.

L’addio dunque sembra vicino.