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Crisi economica: Cambiati i consumi di 9 italiane su 10.

La crisi economica si fa sentire, principalmente sui consumi. Un'interessante ricerca mostra come sono cambiate le abitudini delle consumatrici italiane.
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Il Centro di ricerca sul marketing e servizi dell’Università Bocconi (Cermes) ha condotto una ricerca (“La nuova etica dei consumi al femminile in tempi di recessione”) su un campione di 1.000 consumatrici giungendo alla conclusione che ben l’89% delle donne intervistate ha ridotto gli acquisti. Ma come contenere i costi? Le italiane mettono in atto strategie precise: il 71% va sistematicamente alla ricerca di sconti e promozioni e il 35% ha eliminato i prodotti di marca e acquista solo prodotti a marchio del supermercato.

Ma c’è anche chi ha scelto di tornare al famoso “fatto in casa”. Il 46,7% delle donne ha abbandonato l’abitudine di comprare cibi già pronti ed è tornata a cucinare. Una controprova è d’altra parte il successo degli ultimi tempi delle trasmissioni di cucina. Quasi il 57% ha eliminato parrucchiere ed estetista provvedendo da sé. Ma anche chi si può permettere gli acquisti spesso ha cambiato approccio, mostrando una maggiore attenzione a ciò che è necessario e ciò che non lo è.

Per riuscire a ridurre i consumi è fondamentale la pianificazione. Chi può aspetta sempre più i saldi per le spese di abbigliamento (il 64% delle intervistate), o fa un giro in più in outlet o discount (il 49%). Internet può dare un grande aiuto: si può cercare in rete il prezzo migliore di un prodotto (lo fa il 44% delle intervistate) o comprare direttamente prodotti e servizi per risparmiare (il 30%). Il 61% ammette invece di aver rimandato acquisti importanti, come la casa, l’auto o gli elettrodomestici.

Cosa tagliare per primo nel tentativo di contenere le spese?
Il 72% di chi ha risposto ha sacrificato le vacanze, subito dopo si dà una sforbiciata alle uscite con amici e parenti (il 67% di chi ha risposto) e all’abbigliamento (il 66%) o alla cura del corpo, tra cui l’abbonamento in palestra (il 62%). Ma si va anche meno al cinema e alle mostre e si comprano meno libri (il 47% delle persone). Quattro donne su dieci hanno poi scelto di rinunciare all’uso dell’auto, il che può permettere un bel risparmio se si pensa non solo alla benzina, ma anche ai costi fissi dell’assicurazione e della manutenzione, oltre che alla possibilità di incorrere in multe.

Per ora si tiene duro, come prevedibile, sulla salute (il 20% delle intervistate ha ridotto i consumi in questo ambito) ma anche sul telefono (22%) e le spese per lo svago domestico, come la pay per view e l’abbonamento internet (27%). Iniziano però a essere rivisti anche gli ambiti di consumo di base che prima non risentivano di flessioni di spesa come gli alimentari: in media il 27% cerca di risparmiare anche qui, percentuale che sale al 36% tra le fasce economicamente più deboli.