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Roba da donne incontra le finaliste di Shecandj: Tsunamij J

La redazione di Roba da Donne è entrata nel backstage del concorso di EMI Music dedicato alle dj donna: ci siamo fatte raccontare qualche dettaglio della vita personale delle finaliste, scopriteli con noi!
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Ciao, sono Jenny e vengo da Lecce.

La mia passione per la musica è nata dalla danza che ho studiato per 10 anni, danza classica moderna e di carattere, fino a 18 anni. Poi, quando sono andata all’università, ho cominciato a frequentare i festival underground in Italia e in Europa e mi ha affascinato vedere come i ragazzi lavorano nell’organizzazione di un festival: montare i palchi, smontare, la strumentazione, i mixer.. e, ovviamente, ciò che in assoluto mi affascinava di più era vederli suonare.

Ho sempre avuto compagni che avevano a che fare con questo mestiere e quando mi sono trovata la strumentazione in casa mi son detta che.. sarei stata stupida a non provare!

Da 2 o 3 anni ho cominciato anche a organizzare eventi a Lecce e in provincia di Bari e la cosa ha preso piede perché il mio genere (che è anche quello che suona il mio ragazzo) non aveva ancora preso piede, io faccio electro acid house

Ho cominciato praticamente con gli eventi, a Lecce non ci sono molte donne dj o, meglio, che suona questo genere ci sono solo io, le altre suonano reggae e forse anche grazie a questo gli eventi hanno preso piede e hanno ricevuto una risposta molto buona e ora grazie a Shecandj sono qui a Milano ed è un sogno che mi stanno regalando.

RDD: ci dicevi che le donne sono ancora poche in questo mondo, raccontaci qualcosa in più.

Io noto che c’è molto maschilismo, il mio ragazzo è dj e produttore ed è sempre pronto a giudicare e a lasciarsi scappare che “magari ti applaudono perché sei donna”, anche se io so che in realtà non è così! Lui lo fa per spronarmi però potrebbe apparire che quando c’è una bella donna dietro alla consolle uno sta attento a ciò che vede e non a ciò che sente. Per me è importante che le donne che fanno questo mestiere soprattutto studino, si preparino e si applichino perché è troppo facile vedere casi come Paris Hilton, di gente che si mette a “fare il dj perché è di moda”. Per fare la dj ci vuole studio e preparazione, anche perché il pubblico non è stupido.. 1 volta, 2 volte, 3 volte, la 4′ volta che ti sente si accorge se non sai suonare e se non sai comunicare il tuo amore per la musica, perché è di quello che sostanzialmente si tratta: amare la musica e riuscire a trasmetterlo agli altri.

RDD: hai un rito o un portafortuna sempre presente prima di una serata?

Sì, ce l’ho.. io faccio questo mestiere perché qualche anno fa è scomparso il mio ex ragazzo e abbiamo cominciato a far le serate per finanziare il vinile che poi abbiamo prodotto con le sue tracce, quindi il mio rito è prendere la sua foto e metterla sul mio cuore sperando lui mi dia le sue mani e il suo orecchio per suonare perché era un bravo dj e comunque mi ha lasciato questo dono bellissimo della musica.

RDD: al di là del genere che suoni.. c’è una canzone per te speciale che ti piacerebbe ti venisse dedicata?

Mi metti un po’ in difficoltà perché ce ne sono moltissime però mentre me lo chiedevi mi è venuta in mente “Jenny è pazza” di Vasco Rossi quindi ti dico quella.

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RDD: c’è un club nel quale sogni di poter suonare un giorno?

Sì, sicuramente il Fabric di Londra.

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