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8 Cose Che Ti Rendono Più Intelligente

Ci sono delle piccole faccende di vita quotidiana che hanno il potere di renderci incredibilmente più stupidi, e viceversa esistono anche delle cose, delle azioni impensabili, dei gesti che hanno il potere di renderci molto più intelligenti rispetto a quanto si possa credere.
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Chi è l’intelligente? Di solito una persona che sa utilizzare nel miglior modo possibile la propria attività cerebrale.

Chi che riesce a capire, ragionare, ricordare.

Gli psicologi tendono a correlare l’intelligenza di un individuo alla sua personalità, alla creatività e al carattere.

Indubbiamente intelligenti si nasce, ma ci sono anche diversi strumenti per diventarlo.

Questo significa che un certo tipo di intelligenza si può costruire e stimolare attraverso la cura della mente, cercando di mantenere il cervello attivo, giovane e vitale, indipendentemente dall’età.

Tralasciando banali allenamenti per allenare la mente, ecco 5 cose che ti rendo più intelligente senza saperlo.

8 – Il camice da laboratorio

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A dimostrazione di ciò alcuni ricercatori hanno effettuato su un gruppo di persone un test noto come Stroop test.

L’unica differenza tra i soggetti partecipanti stava nel fatto che alcuni di essi indossavano un camice da laboratorio quando l’hanno effettuato.

I risultati hanno messo in evidenza che, coloro che indossavano il camice, hanno realizzato la metà degli errori fatti invece da coloro che indossavano altro.

Per assicurarsi che tali esiti non fossero frutto di un colpo di fortuna, i ricercatori hanno fatto un altro test, in cui i partecipanti hanno dovuto trovare le differenze tra immagini simili.

Taluni dei partecipanti indossavano camici, sebbene, tra di essi, molti hanno detto di indossare, in realtà, dei camici da pittori.

Anche in questo caso, è stato scoperto che coloro che indossavano i camici hanno realizzato punteggi più alti, anche di quelli che indossavano la stessa cosa, ma ritenevano che fossero non camici da laboratorio, bensì da pittori.

Ne consegue che i ricercatori ritengono che chi indossa un camice da laboratorio si sente più intelligente e, come altri psicologi hanno poi trovato, credere di essere più intelligenti rende dunque effettivamente più intelligenti.

7 – Essere di pessimo umore

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Sebbene a tutti piaccia andare a lavorare e tornare poi a casa felici, molteplici studi, tra i quali spicca quello del ricercatore australiano Joe Forgas, hanno messo in evidenza che “l’angoscia e la tristezza promuovono l’elaborazione delle informazioni al fine di realizzare le strategie più adeguate per affrontare situazioni particolarmente impegnative”.

Forgas ha fatto vedere, ai partecipanti al suo studio, dei cortometraggi sulla morte e sul cancro, inducendo dunque uno stato d’animo malinconico.

Ha così scoperto che coloro che avevano visto i corti, hanno commesso un minor numero di errori aritmetici, avevano in generale più giudizio, ricordavano meglio eventi passati e individuavano con maggiore esattezza a chi appartenesse una voce.

Un altro studio della Columbia Business School ha messo in evidenza che l’atto di accigliarsi rende più attenti ed orientati a cogliere i dettagli delle situazioni.

6 – Ballare

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Diversi ricercatori, nel tempo, hanno dimostrato che tutta una serie di attività mentali e fisiche come il ciclismo, la lettura, la risoluzione di cruciverba, il nuoto, il golf e il ballo evitino il deterioramento mentale.

Sebbene la maggior parte delle attività fisiche non offre ripari contro la demenza (a contrario del fare i cruciverba che ne riduce la possibilità di ben il 76%), ciò non vale, però, per il ballo.

Per ballare il cervello deve coordinare ogni parte del vostro corpo per farlo muovere ordinatamente.

In realtà i ricercatori sostengono che che qualsiasi attività che promuova decisioni rapide senza cadere nella routine mostrerebbe gli stessi benefici del danzare.

E questo sembra valere per le persone di tutte le età.

5 – Fumare

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Ebbene, mentre numerosi sono gli scienziati che letteralmente si sgolano per farci smettere di fumare, prospettandoci la possibilità di ammalarci di cancro e di danneggiare i non fumatori intorno a noi, pare, invece, che la nicotina faccia bene al cervello.

I ricercatori dell’Università di Amsterdam hanno effettivamente scoperto che la nicotina nelle sigarette migliora sia l’apprendimento che la memoria.

Dal momento che l’apprendimento e la memoria sono le aree principali della perdita per malati di Alzheimer, i ricercatori hanno testato che, grazie ai cerotti alla nicotina utilizzati regolarmente per i malati di Alzheimer, questi erano due volte più veloci e molto più coerenti a rispondere alle domande basate sulla memoria rispetto al gruppo di controllo.

I ricercatori hanno scoperto che la nicotina è in grado di migliorare la comunicazione tra i centri di apprendimento nel cervello.

Ciò, però, non vale solo per le persone malate di Alzheimer.

Nel corso di un esperimento la nicotina è stata somministrata a topi adolescenti.

Seguendo l’apprendimento spaziale e la memoria nel corso della loro vita adulta, i ricercatori hanno scoperto che quelli che avevano ricevuto piccole e costanti dosi di nicotina imparavano più velocemente e mostravano risultati significativamente migliori, mesi dopo.

Nonostante la tosse secca. 

4 – Elettricità

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Non parliamo dell’elettroshock o della sedia elettrica, ovviamente.

Alcuni ricercatori australiani hanno creato quella che hanno chiamato “stimolazione transcranica in corrente continua” che consiste nell’erogazione di correnti elettriche nel cervello di soggetti (alquanto coraggiosi) al fine di verificare se si possa sovralimentare le loro menti.

I ricercatori hanno scoperto che, dopo aver erogato questi deboli segnali elettrici, i partecipanti hanno mostrato molte più probabilità di risolvere enigmi complessi rispetto alla media.

Tuttavia, non pensate che per essere più intelligenti dobbiate andare in giro con spugne e tappi di metallo sulla testa.

I partecipanti allo studio, infatti, hanno mantenuto la loro capacità di risolvere enigmi complessi per almeno 6 mesi.

3 – Scarabocchiare un foglio

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Spesso per farsi venire un’idea brillante, scarabocchiare pigramente faccine sorridenti o spirali può essere un aiuto.

I disegni fluidi infatti aumentano il pensiero astratto.

Gli studiosi hanno riunito insieme 30 soggetti e li han divisi in due gruppi: nel primo gruppo vi erano coloro che hanno disegnato una serie di linee frastagliate, mentre l’altro gruppo ha disegnato un unico ed elegante filo continuo.

Dopo questo compito ad ognuno è stato affidato un lavoro creativo.

Le persone del gruppo impegnate a disegnare un movimento fluido sono risultati molto più creativi, gli altri hanno fornito solo risposte noiose e prive di immaginazione.

Più il movimento della mano è libero più si aprono le porte dell’intelletto.

2 – Gesticolare

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Secondo uno studio della  Psychological Science, gesticolare con entrambe le mani contribuisce ad aumentare il pensiero creativo.

Usare le mani aiuta la mente ad aprirsi e organizzare le idee.

Lo studio ha esaminato un gruppo di persone alle quali sono stati presentati una serie di oggetti di uso comune ed è stato chiesto loro di trovare dei modi insoliti in cui essi potessero essere messi a frutto, come l’utilizzo di una moneta come improvvisato cacciavite a testa piatta o, ad esempio, trasformando un reggiseno in una fionda.

A qualcuno è stato chiesto di compiere gesti con entrambe le mani mentre fornivano le risposte, ad altri è stato imposto di usarne solo una.

Il gruppo che ha gesticolato con entrambe le mani ha fornito risposte migliori.

1 – Lavorare nel momento peggiore della giornata (e con le persone peggiori)

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Si cercano sempre condizioni ottimali per dare il massimo.

La scienza però ci dice che ciò è sbagliato: in realtà il modo migliore di risolvere problemi che richiedono creatività e intuizione è lavorare durante il momento peggiore della giornata.

Gli studi hanno dimostrato che chi lavora la mattina ha prodotto di più se portato in laboratorio durante la notte, e viceversa.

Lavorare con persone con le quali ci troviamo a nostro agio e ci divertiamo conduce a risultati non ottimali per la risoluzione di un problema.

Tutto il contrario di quello che abbiamo creduto sino ad oggi.