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L'addio di J-Ax al suo gatto: "Mi hai salvato la vita"

J-Ax dice addio al suo gatto Little attraverso una toccante lettera pubblicata sulla sua pagina Facebook ufficiale. Un'amicizia, quella del cantante con il piccolo felino che l'ha aiutato a superare non pochi momenti difficile della sua vita fra i quali la sua dipendenza dall'alcool.

Chi ha avuto nella vita almeno un piccolo amico a quattro zampe lo sa bene: nella gioia o nel dolore, lui è sempre rimasto insieme a noi a supportarci. Non importano le giornate “no” o la tristezza momentanea, con il suo dolce musetto e quell’affetto tutto suo, ci ha sempre donato amore anche quando non gli veniva richiesto. E J-Ax questo lo sa bene. A una settimana dall’annuncio dell’ultima data del tour Comunisti col Rolex con il compagno d’avventure musicali Fedez, ecco che il 10 novembre 2017 il rapper ha pubblicato una toccante lettera per uno dei suoi amici più speciali: il suo gatto Little. Il piccolo felino, dopo aver accompagnato le giornate giornate del cantante per 15 anni, ha tristemente perso la battaglia contro il diabete.

Parole dolci, pieni di malinconia e amore che ha voluto condividere con i suoi fan sulla sua pagina Facebook ufficiale attraverso un post e una tenera foto che li ritrae insieme.

Ciao Little, forse non te l’ho mai detto, ma mi hai salvato la vita. Forse a qualcuno può sembrare strano parlare così di un gatto, non sei neanche di una di quelle razze che le signore ricche tormentano con dei pettini finché non vincono qualche trofeo d’oro (che poi sono di ottone…). Però, del resto, mi hai sempre capito. Forse non le mie parole, ma il mio animo – sì, quello sempre.

Comincia in questo modo la lettera che il cantate J-Ax ha dedicato al suo piccolo amico ormai andato, aggiungendo i primi momenti d’amicizia che hanno condiviso insieme.

Siamo stati assieme da tanto. Sei entrato nella mia casa più di 15 anni fa. Una vita per me. Per te, 5 o 6, credo. E, devo essere sincero, i primi tempi non è stato facile. Ho dovuto insegnarti che esistono delle tane in cui noi umani ci richiudiamo per, uh, pensare, tane in cui i felini non possono entrare perché troppo pericolose… Noi umani le chiamiamo… gabinetti. Cercare di capire cosa ti piacesse mangiare, poi, non è stato facile, sai? E poi ricordarmi di comprarti sempre e solo la pappa che piace a te. Ti ho dovuto spiegare che non devi attaccare a zampate le chiavi della macchina sul tavolo. Le chiavi mi servono, non mi vogliono uccidere… Anche se credo non sia mai servito. Ah, Little, per inciso, neanche i bicchieri di vino rosso hanno mai cercato di uccidermi. Ma ogni difficoltà iniziale è insignificante rispetto a tutto quello che hai fatto per me negli anni.

Attraverso questo lungo messaggio, il rapper ha inoltre voluto ricordare tutti gli episodi più teneri passati con Little e, soprattutto, di come un’amicizia così forte lo abbia aiutato a passare un difficile momento della sua vita segnato dalla dipendenza dall’alcool.

Sei sempre stato al mio fianco. Non importa ciò che mi capitava durante il giorno, se tornavo a casa da vincitore o da sconfitto – tu eri lì. Eri sempre lì. A darmi conforto quando mi sentivo perso. A festeggiare insieme a me quando ero felice. A difendermi dalle chiavi della mia macchina che volevano uccidermi. Eri con me anche quando tutti mi hanno abbandonato. Quando ero “troppo vecchio”. Quando ero finito. Quando gli amici hanno smesso di chiamare. C’eri anche quando pensavo che l’unico modo per dimenticare, per anestetizzare il dolore, fosse l’alcool. Mi hai aiutato a smettere. Senza di te, oggi, non sarei qui.

Delle vere e proprie parole nostalgiche che ripercorrono anche gli inizi della malattia del piccolo Little e della paura del cantante di perdere quell’unico amico che, nonostante le turbolenze della vita, non l’ha mai abbandonato. Neppure una volta.

Per questo, il giorno che ho scoperto che ti eri ammalato, ho avuto così tanta paura.
Avevi smesso di mangiare. Stavi lentamente svanendo. Il veterinario disse “diabete”. Quasi tutti mi dissero che non ce l’avresti fatta. Ma io lo sapevo che non avresti mollato. È bastato darti indietro 1/10 di quello che mi hai dato tu in questi anni per vederti ritornare a vivere. Alcuni mi hanno detto che sono state cure “esagerate”. Che non sei una persona, ma “solo un gatto”. Hanno ragione, sei solo un gatto. Infatti nessuna persona mi ha mai dato quello che ho avuto da te. Perché così sono i gatti. E so che ti saresti preso cura di me come io ho fatto on te. Lo so, perché lo hai già fatto. E ora che hai perso la battaglia mi manchi ogni giorno.