diredonna network
logo
Stai leggendo: India: oggi, in tribunale, il fidanzato della ragazza stuprata e uccisa in bus

Il video appello: "Signor Presidente, ero DJ Fabo, ora voglio poter morire"

Oltre Grey's Anatomy: una nuova serie tv per Ellen Pompeo

Oroscopo dal 19 al 25 gennaio 2017- Come sopravvivere alle stelle

Inchiesta choc: "Ecco chi sono gli oltre 200 religiosi pedofili in Italia" che continuano a fare i preti

Grey's Anatomy: nuove stagioni già in programma?

La magia de l'Incantevole Creamy torna in tv: ecco quando e dove

Lui la dà alla fiamme. Lei lo difende dalla D'Urso. Momento di TV shock

"Streghe": è in arrivo un prequel della serie?

Gli insulti stupidi ad AstroSamantha per il nome della figlia (e forse è pure una bufala)

Oroscopo dal 12 al 18 gennaio 2017 - Come sopravvivere alle stelle

India: oggi, in tribunale, il fidanzato della ragazza stuprata e uccisa in bus

Il fidanzato della ragazza diventata simbolo della lotta all’emancipazione femminile, testimonierà in tribunale. Per gli stupratori, prevista la pena di morte
emancipazione donna india

Oggi, in India, è un giorno molto importante per l’emancipazione femminile: il fidanzato della ragazza indiana, morta lo scorso dicembre dopo essere stata violentata da un gruppo di sei uomini, testimonierà in tribunale per cercare di dare giustizia alla donna che è diventata il simbolo della lotta contro le discriminazioni sessuali. La 23enne era su un bus, a Nuova Delhi, insieme al suo ragazzo, ed entrambi ritornavano a casa dopo aver trascorso una serata al cinema. Sei uomini – compreso il conducente del bus – l’hanno aggredita, colpendola con sbarre di ferro e violentandola per un’ora: alla fine di questa tortura, è stata gettata fuori dal veicolo, ancora in movimento. Il ragazzo, che ha tentato di difenderla, è stato massacrato tanto che, ancora oggi,  è sulla sedia a rotelle e porta ancora i segni fisici di quella brutale aggressione. La ragazza fu operata tre volte per ferite intestinali nell’ospedale di Safdarjung a New Delhi, poi fu trasferita a Singapore: morì poche settimane dopo l’aggressione. La violenza subita le aveva causato un arresto cardiaco, infezioni ai polmoni e all’addome, e un grave trauma cranico con conseguenti gravi danni cerebrali. 

Oggi, forse, avrà giustizia. La testimonianza del ragazzo è fondamentale per riconoscere quelli che ora, secondo la giustizia, sono ancora i “sospettati” della ripugnante aggressione. Questa triste vicenda ha comunque portato ad una profonda riflessione sulla condizione delle donne in India: il presidente dell’India, Pranab Mukherjee, ha firmato un decreto che prevede pene dure per gli autori di violenze sessuali, fino alla pena di morte. Ed è proprio la pena di morte la condanna prevista per i “presunti” stupratori della ragazza, se il tribunale dovesse accertarne le responsabilità.

Ma la condizione delle donne in India è davvero preoccupante: negli strati inferiori della società, la donna è ancora considerata un essere nettamente inferiore e soggetto alla volontà dell’uomo. E l’India, purtroppo, non è l’unico paese in cui le donne non hanno diritti, ancora oggi.