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Ryanair: tutti i voli cancellati e cosa fare se c'è anche il tuo

Caos Ryanair: migliaia di voli cancellati e disagi per i passeggeri, anche in Italia. Mentre il braccio di ferro tra dipendenti e vertici aziendali continua, ecco come ci si può tutelare e cosa bisogna fare per chiedere un rimborso.

Tempi duri per Ryanair e per i suoi passeggeri: la compagnia irlandese di voli low cost ha annunciato che, dal 19 settembre al prossimo 28 ottobre 2017, saranno ben 1976 i voli cancellati in tutte le aree del mondo toccate dai suoi voli, notizia che va ad aggiungersi al già annunciato taglio di circa 40-50 tratte quotidiane. La causa di questa decisione, fanno sapere dai vertici dell’azienda guidata da Michael O’Leary, sta nei problemi di organizzazione del personale. Che tradotto significa che è in atto un vero e proprio braccio di ferro tra i dipendenti Ryanair e le alte sfere.

L’autunno caldo dei dipendenti Ryanair

Fonte: EyesWideOpen/Getty Images

La compagnia spiega la cancellazione di numerosi voli “per un’errata valutazione dei riposi che spettano a comandanti e primi ufficiali“, insomma per un problema di ferie, sostanzialmente; problema a cui O’Leary avrebbe tentato di porre rimedio offrendo un vero e proprio bonus ai dipendenti per rinunciare ai giorni di riposo, una cifra, come si legge nel documento ufficiale a firma di Michael Hickey, chief operations officer, che si aggira attorno ai 12.000 euro lordi ai capitani, 6.000 per ciascun primo ufficiale. Peccato che l’idea sia stata ampiamente rifiutata dagli equipaggi, che nelle parole di un comandante spiegano che si tratti di “cifre lorde, di cui per avere diritto bisogna essere dipendenti del vettore al 31 ottobre 2018, aver volato per almeno dieci giorni tra quelli di riposo e cinque nel periodo di congedo annuale. In pratica è un invito a non mettersi in malattia per i soldi“.

Andato a vuoto il primo tentativo, forse i vertici aziendali, per far rientrare l’emergenza, dovranno mostrarsi disposti a sedersi al tavolo delle trattative con i dipendenti, e ascoltare le loro richieste, che sono quelle di una “rivisitazione” dei loro contratti di lavoro.

In effetti i contratti sono stipulati secondo il diritto irlandese, ma svantaggiosi per i lavoratori che si trovano nelle basi Ryanair fuori dai confini di Dublino. I lavoratori chiedono che i loro contratti siano adeguati e convertiti “in italiani e spagnoli, francesi e tedeschi. Basta farci stravolgere i turni nel cuore della notte – affermano al Corrierebasta missioni di salvataggio, basta tappare i buchi pagando di tasca nostra telefonate e trasferte in taxi“. Insomma, l’accordo di assunzione deve essere locale, non irlandese; e dalla loro c’è anche una sentenza, emessa il 14 settembre dalla Corte di Giustizia UE, che, in un caso riguardante proprio Ryanair, ha stabilito che

Una compagnia non può imporre la legislazione del Paese in cui è registrato ai suoi equipaggi basati in altri Stati membri dell’Unione.

I comitati di rappresentanza di categoria italiani (gli Employee representative committees) non solo hanno quindi rispedito al mittente le proposte di aumento salariale temporaneo, ma per tutta risposta hanno chiesto che, entro l’estate 2018, venga presentata una bozza di contratto per piloti e assistenti di volo basati in Italia, e hanno invitato i piloti sparsi nelle oltre 80 basi Ryanair a fare altrettanto.

Hanno puntato alle tariffe più basse – dicono alcuni impiegati – tralasciando altri aspetti critici dell’organizzazione“; se, come sostengono alcuni siti, fra cui Wired, gli equipaggi vengono pagati 16-17 euro per ora di volo, 35  per nove ore se c’è la reperibilità nello scalo, e ci sarebbero pressioni sulle cosiddette vendite ancillari (lo stesso sito sostiene che tutti gli equipaggi debbano far acquistare almeno un profumo per assistente di volo e 8 gratta e vinci) allora si spiegano le richieste dei dipendenti affinché le condizioni contrattuali vengano variate, e anche perché, come confidano alcuni di loro, ci sia una vera e propria fuga di colleghi verso altri vettori, su tutti Norwegian, easyJet, le compagnie mediorientali e cinesi. 700 quelli persi nell’ultimo anno finanziario, fa sapere la Ialpa, l’associazione irlandese degli equipaggi, a cui si aggiungono i 140 degli ultimi mesi. Una cifra davvero importante.

741 voli cancellati in Italia

Fonte: web

Nel frattempo i disagi per i passeggeri aumentano in concomitanza con l’aumentare delle cancellazioni, 400 mila quelli coinvolti; solo nel nostro paese si stima rappresenteranno circa il 37, 5%: 741 i voli cancellati in Italia, senza considerare quelli delle tratte nazionali. Anche per questo l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ha convocato d’urgenza Ryanair per la giornata del 21 settembre. La cancellazione nella penisola interesserà tutte le tratte e i principali scali del Paese, inclusi quelli di Bergamo Orio al Serio, Bologna, Napoli e Roma. Solo nella giornata del 19 settembre sono stati cancellati 17 voli, fra i quali uno che collega Roma Ciampino e Londra Stansted, mentre le tratte eliminate nella giornata del 20 saranno 13. L’elenco è stato recentemente ampliato e copre adesso un arco temporale che va fino al 30 ottobre, arco in cui naturalmente saranno coinvolti anche i nostri scali. L’elenco completo è reperibile sul sito ufficiale Ryanair.

Inutile dire che la guerra apertasi tra vertici e dipendenti implichi conseguenze estremamente negative per tutti i passeggeri, che si vedono costretti a rinunciare al volo.

Cosa possono fare i passeggeri?

Fonte: web

La “regola generale” a tutela dei passeggeri in caso di cancellazione del volo è contenuta nel regolamento comunitario EC 261, che spiega che “i voli in ritardo e le cancellazioni, ma anche gli imbarchi negati e gli overbooking possono dare diritto di chiedere il rimborso del biglietto alla compagnia aerea, anche low cost“. Le somme ottenibili con la richiesta di rimborso variano da circa 250 (come minimo) a 600 euro massimo, e naturalmente la corresponsione del rimborso varia in base al tipo di disagio e alla sua entità, anche se i risarcimenti possono comunque essere richiesti a prescindere dal prezzo pagato per il biglietto acquistato. Eppure secondo Danilo Campisi, head of online marketing di AirHelp, la società che aiuta i passeggeri proprio in casi come questi, meno del 2% degli aventi diritto di solito richiede e ottiene un risarcimento; ecco perché molti chiedono aiuto proprio alla sua società, nel qual caso – laddove il rimborso abbia riscontro positivo – AirHelp trattiene un importo pari al 25% per le spese di gestione, nulla se il rimborso non viene erogato. Per chiedere l’assistenza di AirHelp occorre compilare una domanda di risarcimento con i dati del volo, la fattispecie del ritardo, il tempo di durata del disagio e la motivazione della compagnia aerea.

Per chiedere un rimborso si ha tempo fino a tre anni di distanza dall’accaduto, i tempi di attesa per ottenerlo variano invece da tre settimane a sei mesi.
Nel caos Ryanair come possono tutelarsi i passeggeri?
I passeggeri coinvolti possono avere diritto a un rimborso fino a 400 euro a prescindere dal prezzo del biglietto, se la compagnia aerea ha fornito meno di 14 giorni di preavviso – spiega a Vanity Fair Lorenzo Asuni, Country Manager Italia di AirHelp – I passeggeri dovrebbero quindi prestare molta attenzione a quando ricevono la notifica per iscritto da Ryanair sull’annullamento del volo: deve essere inviata a ciascun passeggero singolarmente e non è assolutamente sufficiente un annuncio generale. La compagnia aerea deve offrire una tratta alternativa che non superi le 2 ore precedenti l’orario iniziale e che arrivi meno di 4 ore dopo il volo originale, o un rimborso completo del prezzo del biglietto più una compensazione.

Anche Ryanair ha fatto sapere che i passeggeri che si ritrovano con biglietti prenotati per voli poi cancellati hanno due opportunità: possono, come prima ipotesi, richiedere un rimborso compilando il form che si trova sul sito della compagnia; in questo modo si evita di usare AirHelp come intermediario, agendo in autonomia. Ma il passeggero può, in alternativa, chiedere una modifica gratuita del volo cancellato, recuperando la prenotazione online originaria e inserirla a questo indirizzo … disponibilità del volo permettendo, naturalmente.