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Jada Pinkett Smith su Tupac: "Mi manca tanto e ho un grande rimpianto"

Ventuno anni dopo la morte di Tupac Shakur, Jada Pinkett Smith ha ancora parole dolci per il suo grande amico, conosciuto sui banchi di scuola. E un grande rimpianto: aver permesso alle discussioni di avere la meglio sul loro legame.
Fonte: twitter @jadapinkettsmith

Prima di diventare la moglie di uno dei più apprezzati attori contemporanei, prima di essere lei stessa un’attrice di successo, Jada Pinkett Smith non era altro che una ragazzina cresciuta nel Maryland, in una famiglia borghese, da genitori divorziati, arrivata alla prestigiosa Baltimore School for the Arts per inseguire le sue aspirazioni e avere la possibilità di sfondare nel mondo della recitazione.

Era la metà degli anni Ottanta e questa bella ragazza con i capelli cortissimi e biondo platino entrava nella scuola dedicata alle arti con la sua valigia di speranze e di sogni, come moltissimi altri suoi coetanei arrivati da ogni parte d’America. Fra loro c’era anche un ragazzo trasferitosi da poco con la famiglia da New York, uno il cui padre era stato nelle Black Panters e che di mestiere voleva fare il rapper.

Si presentò a Jada il primo giorno di scuola, forse per fare colpo, forse solo per fare amicizia e conoscere qualcuno in quell’istituto pieno di studenti, di vita e di ambizioni.

Era Tupac Shakur, e lui e Jada divennero dal primo istante legatissimi, uniti da un’amicizia pulita, sincera e profonda.

A scuola – raccontò molto anni più tardi Jada in un’intervista – lui aveva un aspetto buffo. Non era il tipo che, a vederlo, mi avrebbe potuta colpire… ma appena si è avvicinato, è stato come magnetico. Una volta che gli prestavi attenzione, lui ti risucchiava.

E da lì, da quel momento, Jada ha sentito un’intesa fortissima, forse dovuta anche al desiderio comune, immenso, di emergere, di farcela, di mostrare il proprio talento, ciascuno nella sua arte.

Penso che nessuno dei due immaginasse che avremmo fatto ciò che poi effettivamente abbiamo fatto, nella maniera in cui lo abbiamo fatto, ma certamente tutti e due sapevamo che sarebbe successo qualcosa.

Anche perché, il talento di Tupac nella musica era evidente, la sua personalità spiccava sugli altri, e Jada se n’è accorta da subito, tanto da dire ad Howard Stern, in un’intervista del 2015, di non avere mai incontrato

… una persona con un carisma simile. Era cresciuto in una famiglia povera, e ogni volta ci teneva a ricordarlo. Quando l’ho incontrato aveva solo due paia di jeans e due magliette, ma questo non limitava le sue ambizioni.

Afeni Shakur Davis, il padre di Tupac, ha trasmesso al figlio il desiderio di lottare contro i pregiudizi, le discriminazioni, anche se in due modi differenti; il primo lo faceva come attivista nel gruppo rivoluzionario che fra gli anni ’60 e ’70 combatteva contro la segregazione razziale negli States, il secondo attraverso la sua musica.

Ciò che c’è stato tra Jada e Tupac non si è mai trasformato in qualcosa di romantico, ma solo molti anni dopo l’attrice ne ha compreso il motivo.

Fonte: Kevin Mazur Archive/WireImage

Crescendo, ho avuto un’idea di quello che ci fosse fra di noi. Eravamo due giovanissimi con un grandissimo sentimento reciproco ma senza alcuna attrazione fisica, ed era lo stesso per entrambi. Ma all’epoca ero tipo ‘Dai baciami, vediamo come va a finire’, ma giuro, è stata il bacio più disgustoso per entrambi. Non eravamo giusti l’una per l’altro. Semplicemente, dall’alto non volevano che andasse così.

Forse perché la “persona giusta” Jada l’avrebbe conosciuta solo più tardi, nel 1995, nell’uomo che sarebbe diventato suo marito e padre dei suoi figli nel 1997: Will Smith.

Questo però non significa che il filo che teneva uniti Jada e Tupac fosse tanto stretto che lui sarebbe arrivato persino a dedicarle delle poesie, pubblicate postume nella raccolta The Rose that Grew from Concrete.

Avremmo potuto ucciderci per quanto ci amavamo e per quanto fossimo passionali.

Ha dichiarato Jada.

Eppure, quando Tupac venne ucciso, colpito in un agguato il 7 settembre del 1996 (anche se morì il 13, dopo sei giorni di coma), Jada non parlava da tempo con il suo grande amico; cos’era successo?

Lui sentiva che ero cambiata – racconta l’attrice, riferendosi al momento in cui aveva iniziato ad avere successo nel mondo del cinema- sono andata a Hollywood, sono diventata più ‘morbida’. E solo dopo il suo omicidio ho capito cosa volesse dire. Ma avevo paura per lui, temevo che andasse in una cattiva direzione.

La sua amicizia interrotta a causa dei dissapori sui reciproci cambi di vita, e il drammatico epilogo che ha posto fine anzitempo alla vita di Tupac, hanno però insegnato una lezione davvero molto importante a Jada:

Non lasciate che i disaccordi con le persone che amate rimangano.

Nel giugno del 2017 la loro amicizia è stata raccontata nel film All eyez on me, che riprende il titolo di uno dei più grandi successi del rapper, ma Jada, che nella pellicola è interpretata da Kat Graham, non è sembrata troppo entusiasta dalla versione cinematografica della storia che, ha affermato, non riporta un resoconto veritiero del loro rapporto, eccessivamente “romanzato”.

Pac non mi ha mai letto quella poesia – ha detto l’interprete di Gotham –  Non sapevo che esistesse fino a quando non è stata pubblicata nel suo libro. Pac non mi ha mai detto addio prima di partire per Los Angeles, se ne è dovuto andare improvvisamente e non era per intraprendere la propria carriera. Non sono mai andata a uno dei suoi concerti, come da lui richiesto. Non abbiamo mai litigato nel backstage. La versione immaginata del mio rapporto con Pac mi ha profondamente ferita.

Anche perché, nonostante siano passati ventuno anni dall’uccisione di Tupac, Jada dimostra di non aver mai dimenticato il suo amico, dedicandogli anche dolcissimi messaggi su Twitter.

Anche ora che è una mamma e moglie felice, con una brillante carriera e una vita ricca di privilegi, Jada non scorda le sue origini, i tempi del liceo quando ad accompagnarla c’erano solo sogni e speranze, non ha scordato – soprattutto – quel ragazzo buffo che il primo giorno di scuola è andato da lei a presentarsi, con la sua aria magnetica e la faccia di chi, come lei, voleva sfondare.