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The Handmaid's Tale: Alexis Bledel racconta le schiave sessuali del futuro

La "piccola" Rory Gilmore, Alexis Bledel, è cresciuta, e oggi è un'attrice fresca di Emmy che recita in una serie, preannunciata già come un clamoroso successo anche in Italia, davvero molto di attualità, sullo schiavismo sessuale.
Fonte: web

 

Inutile negarlo, noi tutte l’abbiamo profondamente amata nei panni di Rory Gilmore, la studiosissima e morigeratissima figlia di Lorelai nella serie cult Una mamma per amica. E abbiamo, naturalmente, gioito con tutte noi stesse quando abbiamo saputo della nuova stagione, che le avrebbe viste di nuovo protagoniste insieme.

Per tutte noi la bella Alexis Bledel, che dal 2000 al 2007 ha interpretato Rory, resta la ragazzina timida dai grandi occhi da cerbiatto, che spesso consigliava la madre lasciando intuire una saggezza fuori dal comune per la sua età, e abbiamo tifato per i suoi grandi amori, seguendo passo passo la sua crescita. Eppure, proprio perché gli anni passano per tutte – anche per Rory – oggi Alexis è una bella donna di 36 anni, una moglie, una madre, ma soprattutto un’attrice che si è appena guadagnata un Emmy. Davvero niente male per la “piccola” Gilmore.

Una carriera tutta in ascesa

Fonte: web

Già mentre era impegnata con le riprese di Una mamma per amica Alexis ha cercato di dare una svolta alla propria carriera, non perché non apprezzasse la serie o perché cercasse di allontanarsi, ma soprattutto per non restare imprigionata nel ruolo dell’adolescente timida e “secchiona” di Stars Hollow. E, in effetti, dopo la parentesi di 4 amiche e un paio di jeans, commedia sull’amicizia e sul passaggio da teenagers a donne adulte, Alexis ha provato qualcosa di decisamente diverso, comparendo nei panni di una prostituta, Becky, in Sin City di Robert Rodriguez.

Dopo la fine della serie che l’ha portata al successo, Alexis torna alle commedie, recita nel sequel di 4 amiche e un paio di jeans, ma poi prova a cimentarsi di nuovo con le fiction televisive, prendendo parte a Mad Men, che si è aggiudicata più volte Emmy e Golden Globe come miglior serie drammatica; nel 2015, inoltre, è la protagonista di Jenny’s wedding, che racconta di una ragazza che non ha mai trovato il coraggio di parlare della propria omosessualità alla famiglia, fino a quando non decide di sposare la compagna.

Alexis avrebbe potuto interpretare anche Anastasia Steele nella fortunata trilogia erotica di 50 sfumature, ma il ruolo venne poi affidato, come sappiamo, a Dakota Johnson. Vi sarebbe piaciuto vederla alle prese con Christian Grey?

La Bledel ha avuto un bambino nel 2015 dal marito Vincent Kartheiser, conosciuto proprio sul set di Mad Men e sposato nel 2014, ed è la madrina di James, il figlio di Ryan Reynolds e Blake Lively, conosciuta invece durante le riprese di 4 amiche e un paio di jeans.

La serie per cui in Italia stiamo tutte aspettando di vedere Alexis è però The Handmaid’s Tale, che approderà nel nostro paese il prossimo 26 settembre 2017, su Tim Vision.

La rivendicazione del femminismo

Fonte: MGM

L’ideatore Bruce Miller ha preso spunto, per creare la serie, dal romanzo del 1985 di Margareth Atwood, tradotto in italiano come Il racconto dell’ancella.

Il libro, come la serie,  immagina un futuro distopico dove negli Stati Uniti regna un regime totalitario teocratico. La trama si sviluppa nell’immaginaria repubblica di Gilead, dove le Ancelle, donne fertili private della loro libertà e di qualsiasi diritto,  vengono affidate a delle coppie di ricchi al fine di usarle come vere e proprie madri surrogate per combattere il crollo della fertilità. La protagonista, interpretata da Elizabeth Moss, anche lei ex di Mad Men, si chiama Offred, che sarà tradotto in italiano come Difred, perché di questo stiamo parlando: di-Fred, insomma di una donna che è una proprietà privata, e non una persona. Il suo padrone è infatti il Comandante Fred Waterford, che ha il volto di Joseph Fiennes, che, attraverso la cosiddetta Cerimonia, una volta al mese si accoppia con la ragazza nel tentativo di avere un figlio, con la complicità della moglie Serena Joy, da cui non può averne.

Le regole che vigono nella repubblica sono rigidissime: le ancelle devono uscire sempre in due, vestono tutte uguali, con un abito rosso e una cuffia bianca che fa da paraocchi, non hanno neppure un nome, a testimonianza della disumanizzazione totale attorno a loro.

Perché proprio la scelta di un abito rosso? Il colore, spiega Vanity Fair, ha molteplici significati: è il colore della veste dei cardinali, alte autorità religiose, e dei re, ma anche quello della fertilità, associato alle mestruazioni (non a caso, invece, le mogli nella serie vestono di blu, il colore della Vergine Maria). Allo stesso tempo il rosso indica potere, ribellione, passione, sangue. Tutti elementi che, evidentemente, non mancheranno nella serie.

Insomma, gli autori non hanno tralasciato proprio nulla, e hanno arricchito con simbolismi davvero appassionanti i personaggi; ma la nostra Alexis che ruolo ricopre in The Handmaid’s Tale?

Anche lei, naturalmente, è un’ancella, quella che fa compagnia alla povera Offred, e la critica ha riservato recensioni davvero positive rispetto a questo ruolo.

Ma perché questa serie è così importante e drammaticamente attuale? La serie, adottando appieno temi cari al femminismo, ha fomentato (e non poco) la polemica anti Trump negli USA, dove le dimostranti delle organizzazioni pro-aborto e per i diritti delle donne si sono vestite proprio come le Ancelle dello show per protestare contro i provvedimenti conservatori del presidente.

Forse, però, il commento migliore lo ha dato la la stessa Atwood, definendo il suo romanzo non fantascienza ma fiction speculativa: non racconta, cita Vanity Fair, alcun crimine “che il genere umano non ha già commesso, da qualche parte nel mondo e in qualche periodo della storia”.

Ha meritato un Emmy

Fonte: web

L’interpretazione di Ofglen in The Handmaid’s Tale è stata talmente apprezzata che Alexis si è aggiudicata negli scorsi giorni un Emmy, come miglior attrice guest star in una serie drammatica, nel corso dei Creative Emmy Awards svoltisi il 10 settembre, cerimonia che anticipa di una settimana quella degli Emmy, veri e propri Oscar della televisione, assegnando i premi più tecnici che vanno a celebrare soprattutto chi lavora dietro le quinte.

Alexis  ha commentato la vittoria del premio a Entertainment Weekly dicendo:

Sono sorpresa e molto eccitata, ma anche un po’ emozionata. Sono tutte queste sensazioni tutte insieme! Sono stata molto fortunata a far parte di una compagnia di attori incredibile come questa e avere la possibilità di raccontare questa storia è stato un onore.

E ha aggiunto, riguardo alla serie, promettendo che nella seconda stagione ci saranno risvolti ancora più noir:

Le persone hanno avuto reazioni diverse e piuttosto forti alla serie, ma è interessante parlarne e ascoltare le opinioni della gente. Continuare a fare questo lavoro, ascoltare le opinioni e ritoccare quello che stiamo facendo è bellissimo.

Secondo voi la “mamma” della nostra Rory, Lauren Graham, poteva non complimentarsi con lei? Ovviamente no, e infatti, puntuali, sono arrivate le congratulazioni dell’attrice via Twitter.

Insomma, gli anni saranno anche passati e la piccola Rory-Alexis sarà cresciuta, ma evidentemente per la sua mamma (televisiva) resta sempre la “sua bambina”.