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Parlare di Instagram e influencer vuol dire citare un binomio inscindibile: ma cosa accade quando si va a rovistare sotto la superficie del fenomeno?
Instagram
Fonte: Instagram @ calibeachgirl310

Nell’era dei social network, fingersi qualcun altro non è un problema. Accadono molti fenomeni che forse negli anni antecedenti alle varie piattaforme non ci saremmo mai immaginati: il moltiplicarsi dei profili fake delle star del Web, ma anche delle bufale e altro.

C’è, però, chi dell’essere blogger ne ha fatto un vero e proprio lavoro:

Su un social come Instagram capita per esempio che diversi marchi paghino per comparire negli scatti dei vari influencer: è stato stimato che si tratta di un’industria da un miliardo di dollari e guardando diversi profili, da Chiara Ferragni a Kylie Jenner, passando per Belen Rodriguez, comprendiamo come avvenga il fenomeno.

Ci sono però molte cose da comprendere e da scandagliare: non tutti gli influencer sono persone vere come quelle che abbiamo appena citato, per esempio. Per questa ragione, l’agenzia di marketing Mediakix ha voluto fare un esperimento peculiare. Ne abbiamo letto su BoredPanda e abbiamo dato una traduzione non professionale dell’articolo.

L’agenzia ha creato due account Instagram fittizi, quello di una blogger che si occupa di moda e lifestyle e quello di una fotografa globe-trotter. Nel primo caso, Mediakix ha assunto una modella e generato l’intero contenuto del canale con lo shooting fotografico di una sola giornata: si tratta di Alexa Rae con l’account calibeach310. L’altra ragazza è Amanda Smith, con il nick wanderingggirl. In quest’altro account c’erano per lo più foto stock gratuite da Internet o qualche immagine con la bionda protagonista. Sono state costruite due vere e proprie false personalità, non si tratta solo di scatti fotografici, poi si è passati a cercare i follower.

Beach day🌞#beachgirl #findyourcoast #realbikinibabe #ca #style #boho

Un post condiviso da Alexa Rae (@calibeachgirl310) in data:

Abbiamo iniziato – spiegano dall’agenzia Mediakix – con il comprare mille follower al giorno perché credevamo che raggiungere troppi follower tutti insieme avrebbe causato la segnalazione a Instagram dell’account. Comunque abbiamo riscontrato ben presto che eravamo capaci di guadagnarci 15mila follower in una volta sola senza incontrare ostacoli.

Viene da chiedersi: quanto costa quest’esercito? Si va dai 3 agli 8 dollari ogni mille follower. Tuttavia, se essi non gradiscono o commentano i post non hanno nessun tipo di valore. Quindi il prossimo passo è perseguire il loro coinvolgimento.

Una volta che abbiamo accumulato alcune migliaia di follower – continuano – per ogni account, abbiamo iniziato a comprare like e commenti.

Mediakix ha pagato circa 12 centesimi per ogni commento e tra i 4 e i 9 dollari ogni mille like. Per ogni foto, l’agenzia è riuscita a raggiungere tra i 500 e i 2500 like e tra i 10 e i 50 commenti. L’intero esperimento è finito per costare a Mediakix circa mille dollari – circa 700 per il primo account e circa 300 per il secondo. Dopo che entrambi gli account hanno raggiunto i 10mila follower, Mediakix ha iniziato ad applicare i piani per la sponsorizzazione.

Ci siamo assicurati – hanno chiarito – un totale di quattro campagne di comunicazioni di brand pagati, due per ogni account. L’account di moda si è assicurato un progetto con una compagnia di costumi da bagno e un altro con una compagnia nazionale che si occupa di cibo e bevande. L’account di viaggio si è invece assicurato dei progetti con un brand di superalcolici e un altro con la stessa compagnia di prima di food e beverage. Per ogni campagna alle “influencer” era offerta una compensazione monetaria, prodotti gratis o entrambi.

I risultati sono preoccupanti per chiunque spenda denaro sulle campagne di marketing degli influencer. Gli account Instagram che hanno falsi follower – quiescenti o operanti che siano – potrebbero stare truffando i brand che hanno deciso di investire su di essi molti soldi. L’esperimento di quest’agenzia si inserisce in un discorso più ampio sugli influencer: si tratta di una strategia che, su più piani, si sta rivelando fallimentare. Tanto che in Italia c’è un discorso sempre più vivo sulla pubblicità occulta e non esiste necessariamente un riscontro reale su quanto questi influencer influenzino veramente.