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La ginnasta: "Dai 13 anni sono stata abusata più volte dal medico sportivo"

Abusata per quattro anni per almeno 600 volte dal medico che la curava. La storia di Lindsey è la storia di troppe ragazze che finiscono prede di chi, invece, dovrebbe garantire la loro sicurezza e preoccuparsi del loro bene.
Fonte: Ian Allen

Aggiornamento del 25 luglio 2017

L’articolo che segue è stato al centro, complice anche un nostro errore di valutazione, di una brutta vicenda social, dal quale emerge come ancora sia radicata la convinzione che una vittima di violenza è tale “solo fino a un certo limite”, dopo di che diventa nella migliore delle ipotesi semplicemente consenziente o, più biecamente, una a cui “deve essere piaciuto”.

A seguito di tale vicenda, abbiamo ritenuto opportuno modificare il titolo originale, che compare di seguito per correttezza di informazione, e di cui ci scusiamo.
In quest’altro articolo abbiamo contestualizzato, perché era doveroso farlo, quanto accaduto, nostre colpe comprese:

Segue articolo originale:

Articolo del 19 luglio 2017, titolo originale:
La ginnasta: “Abusata per almeno 600 volte dai 13 anni dal medico sportivo”

Gli abusi a sfondo sessuale sono sempre odiosi, atroci e imperdonabili, ma quando riguardano i più giovani e sono compiuti proprio da quelle persone che più di tutte dovrebbero tutelarli, e invece approfittano della fiducia ispirata dalla loro professione per usare violenza fisica e psicologica nei loro confronti, sono, se possibile, ancora più aberranti e disgustosi.

Abbiamo sentito spesso, purtroppo, parlare di preti pedofili, con inchieste che vanno avanti fuori e dentro il Vaticano e testimonianze choc che hanno portato a galla una realtà sommersa a dir poco spaventosa, ma cosa succede se ad abusare di te è invece un medico, ovvero proprio colui che dovrebbe occuparsi della tua salute e del tuo benessere, mentale e fisico?

Lindsey Lemke aveva solo 13 anni quando il medico sportivo Larry Nassar iniziò ad abusare di lei. Lindsey era una promessa della ginnastica, che aveva iniziato ad esercitarsi appena bambina, in una palestra di Bay City, nel Michigan, prima di essere notata e di essere accettata alla Twistar, una prestigiosa palestra di Lansing, la capitale dello stato federale.

La prima volta che incontrò Nassar fu proprio in quella palestra, dove lui curava le atlete, dopo un brutto incidente in allenamento alla caviglia; aveva 11 anni, e lui, diagnosticando la rottura del piede e prevedendo dalle 4 alle 6 settimane per il recupero, “Sembrava genuino e gentile, non spaventoso”, racconta Lindsey, oggi ventunenne, a Cosmopolitan.

Per questo motivo, a 13 anni, dopo aver iniziato ad avvertire fortissimi dolori alla schiena, che le impedivano anche di respirare bene, di piegarsi o di stare in piedi, accetta di tornare da lui per farsi curare. Ma stavolta le cose vanno diversamente, da lì inizia un incubo che si ripeterà la bellezza di 600 volte.

Mi faceva stendere a pancia in giù – racconta Lindsey – poi mi massaggiava la schiena, usando i gomiti e gli avambracci. Scendeva lentamente verso il sedere, prima di cominciare a premermi sulla vagina dai vestiti. Poi lasciava scivolare una mano sul retro della biancheria intima e cominciava ad accarezzarmi la pelle nuda. Alla fine, mi spingeva un dito dentro.

Il racconto di quei momenti è terribile, ma ancora peggio, se possibile, è la pseudo spiegazione medico – scientifica che Nassar, all’epoca anche dottore del team della nazionale olimpica USA e professore alla Michigan State University, dove incontrava Lindsey, dava alla ragazza per giustificare il suo comportamento.

I miei muscoli erano molto infiammati, e lui mi diceva che, se spingeva un dito dentro di me in una certa area, le cose sarebbero migliorate.

Così, stando a quanto dicono gli avvocati di Lindsey e della sua famiglia, gli abusi, attuati attraverso questa odiosa prassi, si sarebbero perpetrati per quattro anni, tre volte a settimana, per circa 15 o 20 minuti ogni volta.
All’inizio la ragazza, appena adolescente, si sentiva estremamente intimorita dalla caratura professionale di Nassar, rispettabilissimo medico di mezza età con moglie e tre figli, e non si sarebbe mai sognata di mettere in discussione quelli che lui diceva essere i suoi metodi, né di dubitare di lui.
Ma dopo che, crescendo, si è resa conto di quello che le era stato fatto, ha denunciato l’accaduto, e improvvisamente sono venute allo scoperto altre storie simili, che hanno inchiodato Nassar: una ex ginnasta ora trentenne, Rachael Denhollander, ad esempio, ha pubblicamente accusato Larry Nassar dopo aver letto una delle relazioni di IndyStar; Jamie Dantzscher, 35 anni, medaglia di bronzo alle Olimpiadi del 2000, dice che Nassar ha abusato sessualmente di lei in giro per il mondo. Come loro, altre decine di atlete, tutte con testimonianze davvero molto simili, hanno accusato il medico delle medesime cose: dalla penetrazione della vagina, fino a quella dell’ano, con le dita, spacciate per cure mediche.

Tramite i suoi avvocati, il medico ha fatto sapere di continuare a considerare quei trattamenti come cure osteopatiche, difendendo la sua posizione anche davanti a William Strampel, capo del Collegio Osteopatico presso la MSU, che gli avrebbe detto, riporta Cosmopolitan, secondo le e-mail ottenute dagli avvocati di Lindsey, “Io sono al tuo fianco” anche dopo le pubbliche accuse di abusi. L’American Osteopathic Association,tuttavia, pur non potendo commentare i casi legali pendenti, quale è attualmente quello di Nassar, ha affermato che le procedure intra-pelviche sono raramente utilizzate e non sono affatto un trattamento comune per il dolore alla schiena.
Lo scorso dicembre Nassar è stato arrestato per il possesso di materiale pedo-pornografico, e deve anche affrontare il processo che lo vede accusato di abusi sessuali da parte di più di 100 vittime, una delle quali aveva appena 6 anni all’epoca dei fatti, abusi che si sarebbero perpetrati nel corso degli anni ’90.
Il caso di Nassar ha fatto venire alla luce una inquietante e scioccante realtà esistente nel mondo sportivo, in cui le atlete, spesso sottoposte a intense sessioni di allenamento e costrette a stare lontane dalla famiglia in tenera età, vengono abusate dopo essere state abilmente manipolate da chi dovrebbe invece garantire la loro sicurezza e “sostituirsi” temporaneamente proprio ai genitori.
Secondo l’Indianapolis Star, che ha aperto un reportage sugli abusi nel mondo della ginnastica nel 2016, almeno 368 donne e ragazze sono uscite allo scoperto negli ultimi 20 anni, dichiarando di essere state abusate sessualmente da allenatori o figure professionali all’interno della società di appartenenza.

Lindsey, per fortuna, sembra essere riuscita a superare quanto subito, frequenta proprio la MSU e, seguita da un terapista, ha messo da parte l’orrore di cui è stata vittima e continua ad avere una vita normale: è fidanzata da tre anni e prosegue nella sua carriera da ginnasta, che presto potrebbe allargarsi anche a quella di allenatrice.

Crescendo, ho capito che non dovevo essere dispiaciuta per me stessa – dice – penso che sinceramente sia quello che mi ha aiutata a diventare quella che sono.