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Quei bambini perduti che, ogni anno, spariscono nel nulla

I dati sui bambini che spariscono nel nulla ogni anno, in Italia e nel mondo, sono davvero terrificanti. È possibile porre un freno al dramma?
Da sinistra: Denis Pipitone, Anna Pshenychnyak, Madeleine MacCann

Il 25 maggio si celebra la Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi, istituita nel 1983 per celebrare e ricordare la scomparsa del piccolo Ethan Patz, rapito a New York proprio il 25 maggio del 1979, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno che ancora oggi resta temibile e presenta dei numeri incredibilmente elevati. La Giornata viene celebrata nell’ambito della rete Globale per i Bambini Scomparsi – un programma del Centro Internazionale per i Bambini Scomparsi e Sfruttati (ICMEC) – che opera per sensibilizzare sul tema dei bambini scomparsi, fenomeno largamente e tristemente diffuso in tutti i paesi del mondo: secondo alcune stime recenti, sono almeno 8 milioni i bambini che scompaiono nel nulla ogni anno, vale a dire 22.000 bambini al giorno. Benché la situazione, come detto, resti attualmente ancora gravissima, purtroppo molti paesi non considerano questo fenomeno come una priorità e non dispongono di strutture e meccanismi adeguati per assicurarne il ritrovamento. Anche in Italia i bambini scomparsi sono tantissimi, pur se spesso le loro sparizioni passano quasi “sotto silenzio”, dato che può facilmente trattarsi di figli di immigrati, di clandestini o di stranieri stabiliti nel nostro paese.
Per darvi una prima idea della tragedia silenziosa dei bambini scomparsi, vediamo alcuni dati che riguardano sia la situazione italiana, sia quella internazionale.

I bambini scomparsi in Italia e nel mondo

Fonte: web

Ogni anno in Italia scompaiono in media più di cento bambini, 270 mila in Europa, 8 milioni nel mondo.
I dati raccolti dal servizio 116000, il numero unico europeo dedicato ai minori scomparsi e gestito in Italia da Telefono Azzurro, rivelano che solo nel 2016, il 54,7% dei casi gestiti dalla hotline ha interessato casi di fuga e scomparsa di minori stranieri non accompagnati, un fenomeno indubbiamente influenzato dai flussi migratori più consistenti registrati proprio nell’anno passato nel nostro paese.
Secondo la dottoressa Rosalba Ceravolo, tra i responsabili del servizio 116000

Le segnalazioni relative ai casi di scomparsa nel 2016 sono state 256 tra bambini italiani e stranieri: i casi principali riguardano le fughe da casa e da istituto, i minori stranieri non accompagnati, le sottrazione nazionali o internazionali da parte di uno dei due genitori, e allontanamento volontario. I numeri reali, tuttavia – spiega ancora la dottoressa – sono decisamente più alti: al numero di ascolto arrivano infatti i casi per i quali le forze dell’ordine, o un familiare, hanno attivato una procedura che coinvolge il 116000.

Rispetto ai 256 casi gestiti dall’organizzazione i minori stranieri non accompagnati sono 140, la sottrazione genitoriale riguarda 25-30 casi, ma anche in questo frangente si tratterebbe di una sottostima, poiché mediamente il numero dei casi si aggira intorno ai 50 all’anno.

Tra il 2009 e il 2016, circa 40 casi sono di sottrazione genitoriale.

Fino al 2015 le sparizioni di minori per sottrazioni da parte di un genitore rappresentavano la percentuale più alta sul totale dei minori scomparsi in Italia, con ben 108 casi. Nonostante nel 2016 questo numero sia stato superato dai casi dei bambini migranti non accompagnati, resta un fenomeno preoccupante, soprattutto a causa del tasso di ritrovamenti, la cui percentuale rimane estremamente bassa.
Stando invece ai dati di Missing Children Europe, network europeo delle hotlines 116000 a tutela dei bambini scomparsi e vittime di sfruttamento, solo nel 2015 sono arrivati in Europa più di 89 mila minori non accompagnati e ogni due minuti viene segnalato un caso di sparizione. Secondo l’Europol, sempre nel 2015, circa 10 mila sono i bambini scomparsi poche ore dopo rispetto alla registrazione, e solo una minima parte è stata in seguito ritrovata. In Italia, 5200 minori stranieri non accompagnati sono scomparsi nei primi sei mesi del 2016.

Analizzando la media di età dei minori scomparsi, si può notare che, su 256, il 75% è rappresentato da ragazzi compresi tra i 15 e i 18 anni.
Come detto, il numero dei ritrovamenti è ancora piuttosto basso, trattandosi di appena 22 sul totale, circa il 9%.

Le responsabilità della burocrazia

Fonte: web

Per quanto riguarda le sparizioni di minori figli di migranti, un recente studio condotto da Missing Children Europe e dalla University of Portsmouth sulla salvaguardia dei minori stranieri non accompagnati, indica come una delle principali cause di allontanamento dei minori la lentezza e la complessità delle procedure burocratiche per l’ottenimento della protezione internazionale o del diritto al ricongiungimento familiare. A beneficiarne indirettamente sono fenomeni come la tratta e lo sfruttamento minorile, che rendono numerosi bambini e adolescenti facili e appetibili prede per le reti criminali che operano proprio in questo settore.

Bambini venduti e fatti prostituire

Fonte: web

Poco tempo fa la trasmissione televisiva Le Iene si era occupata di uno scandalo riguardante un giro di prostituzione minorile che avveniva in pieno giorno proprio nei pressi dello stadio San Nicola di Bari, le cui vittime erano soprattutto ragazzini rom. I bambini, quasi tutti di etnia slava e con un’età compresa tra gli otto e i 15 anni, si vendevano ad adulti di entrambi i sessi, spesso anche molto anziani e facoltosi, con un “tariffario” che aumentava al diminuire dell’età; insomma, più i bambini erano piccoli, più venivano pagati per prostituirsi. Costretti dalle loro famiglie, questi bimbi dovevano essere affidati ai servizi sociali dopo l’intervento de Le Iene, ma sono scomparsi dal campo dove alloggiavano e nessuno sembra sapere più dove siano. Secondo il funzionario dell’Ufficio Immigrazione, il Tribunale non glieli ha mai neppure affidati, quindi non è mai esistita nessuna misura di tutela per loro. “Semplicemente” non si sa che fine abbiano fatto.

Solo Nezira, una quattordicenne di origini bosniache, si era allontanata da sola, cercando, probabilmente, di fuggire dalla famiglia che la vendeva come schiava sessuale, e aveva trovato rifugio in una comunità di suore da cui, però, pochi giorni più tardi è di nuovo scappata, diventando ufficialmente scomparsa. Il commento delle religiose?
Non siamo un carcere, la gente può andare via.

I casi più famosi

Fonte: web

Le regioni italiane che hanno registrato il maggior numero di minori e adulti scomparsi sono il Lazio, seguito al secondo posto dalla Lombardia e poi dalla Campania, dalla Sicilia e dalla Puglia. È proprio in queste regioni che hanno avuto luogo le scomparse salite alla ribalta della cronaca e di cui si parla ancora oggi; come quella, ad esempio, della piccola Denise Pipitone, scomparsa nel 2004 a Mazara del Vallo, per la cui sparizione è stata indagata a lungo la sorellastra, Jessica Pulizzi, poi assolta in via definitiva; oppure quella di Angela Celentano, scomparsa sul Monte Faito a soli 3 anni, nel 1996. Anche per lei si sono aperte, nel corso degli anni, varie piste, risultate poi fasulle, ultima quella messicana. Ci sono poi gli amichetti Mariano Farina e Salvatore Colletta, scomparsi da Casteldaccia nel 1992, a 13 e 15 anni. Se ancora vivi, oggi sarebbero due uomini adulti. Sono passati 27 anni dalla misteriosa scomparsa di Santina Renda, la bambina di 7 anni sparita da Palermo mentre stava giocando insieme agli amichetti nel quartiere Cep, nel 1990. Santina oggi di anni ne avrebbe 33, ma la speranza di trovarla in vita non è svanita. È rimasta nel cuore di tantissime persone anche la piccola Maddie McCann, la bimba inglese sparita in Portogallo, nella regione dell’Algarve, nel 2007, a soli 4 anni. Dietro i volti di questi bambini ci sono genitori disperati ma tenaci, che non hanno mai mollato e continuano a cercare con tutte le forze delle risposte, nella speranza di riabbracciare i propri figli.

Qui il link con le foto e le generalità dei bambini scomparsi, pubblicato da Chi l’ha visto

Come prevenire la scomparsa dei bambini?

Fonte: web

Telefono Azzurro ha stilato una sorta di elenco di suggerimenti per i genitori al fine di prevenire la scomparsa di bambini. Anzi tutto, è di estrema importanza per la famiglia costruire un dialogo con i propri figli, cercando di prestare attenzione alle persone con le quali vengono lasciati i bambini (baby sitter, vicini di casa) e cercando anche di non lasciarli troppo soli senza vigilanza. È importante partecipare alle loro attività, e prestare attenzione anche ai più piccoli cambiamenti nel comportamento, soprattutto se improvvisi. Fondamentale, inoltre, è la condivisione di regole di sicurezza. Se i bimbi hanno fino a 5 anni:

  • Bisogna sempre controllare il proprio bambino senza perderlo di vista.
  • Non lasciarlo mai dai solo in macchina anche solo per pochi minuti.
  • Insegnare il nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e i nomi dei suoi genitori. A seconda dell’età si può insegnare questa informazione con diversi trucchi, come una canzone, oppure si può lasciare in tasca del bambino un bigliettino con i suoi dati e quelli della famiglia.
  • Giocare al “Cosa farei se” (ad esempio se ci si perde al supermercato) per provare a trovare insieme le possibili soluzioni.

Se i bimbi hanno dai 6 ai 10 anni occorre:

  • Conoscere i luoghi in cui si trovano i bambini e che tipo di attività svolgono.
  • Insegnare al bambino a chiedere sempre il permesso per andare da qualche parte e che comunichi dove si trovi e i suoi spostamenti.
  • Informare mamma e papà su eventuali cambiamenti di programma.
  • Dire ai bambini che quando sono fuori casa devono sempre stare in gruppo e non camminare mai soli e in luoghi isolati.
  • Tenere una lista di numeri telefonici per poter rintracciare il bambino in caso di necessità.
  • Raccomandare i bambini di non seguire mai adulti che non conoscono, a piedi né tanto meno sull’auto.
  • Se si allontanano dai genitori in un luogo pubblico devono cercare un agente in uniforme, un commesso o una mamma di altri bambini dicendo di essersi persi. Non devono andare in giro a cercare i genitori.
  • Se qualcuno cerca di portarli via contro la propria volontà devono scappare e urlare.
  • Nel caso in cui stessero per pochi minuti in casa da soli non devono assolutamente aprire a nessuno senza permesso.
  • Giocare ancora al “Cosa farei se” ipotizzando degli scenari più complessi, ad esempio: “Cosa faresti se fossi in ritardo nel venire a prenderti a scuola e qualcuno ti offrisse un passaggio?”, oppure ” Cosa faresti se avessi deciso di tornare a casa a piedi con un amico/a, che però quel giorno non è venuto a scuola? Cosa faresti per non tornare a casa da solo?”, ” Cosa faresti se un adulto ti chiedesse di aiutarlo a portare in casa sua un pacco?”.
  • Inventare una parola segreta, difficile da indovinare per un estraneo, quando il bambino chiede aiuto a un adulto per andare a prenderlo a scuola.
  • Non pensate che i rapimenti e le scomparse riguardino solo i più piccoli; talvolta nel mirino possono finire anche gli adolescenti, molto più esposti al desiderio di ribellione e alle ipotesi di fughe volontarie.