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Maturità: 6 trucchi per ricordare quello che si studia

I giorni degli esami di maturità si avvicinano e tutti hanno bisogno di studiare e prepararsi al meglio: qui troverete dei consigli su come esercitare la memoria perché funzioni al meglio.
Memoria
Fonte: Pixabay

L’avvicinarsi degli esami di maturità manda in fibrillazione gli studenti che li dovranno affrontare: l’ansia è davvero tanta. Ogni prova presenterà delle difficoltà a sé, ma l’orale è quello che spaventa di più. Noi che ci siamo passate possiamo provare a ricordare com’era ripassare tutto il programma delle materie d’esame tra levatacce, caffè e gruppi di studio. Qualcuno se la prendeva con la propria memoria, ma in realtà tutti abbiamo la memoria, solo che bisogna saperla esercitare. E ricordarci anche che la memoria non basta: è la comprensione che ci permette di fissare un concetto, non l’apprendimento mnemonico fine a se stesso. E noi donne sappiamo bene cosa significhi cercare una motivazione nell’apprendimento, dato che più di tutti cerchiamo di comprendere l’utilità più immediata delle cose.

Sul sito Quora un ragazzo ha chiesto come si possa fare per mandare a memoria le cose. Eh sì, esistono dei trucchi, perché in fondo il cervello è una parte del nostro corpo – una parte fondamentale per la verità – ma in quanto tale la si può allenare a funzionare meglio. Così questi consigli sono stati elargiti dal sito e ripresi parzialmente da Business Insider, ma noi che siamo state (speriamo brave) studentesse a nostra volta, vi diamo anche i consigli relativi a quello che può funzionare per noi.

1. Usa la tecnica del palazzo della memoria

Memoria
Fonte: Pixabay

È una tecnica che risale ai Greci e Romani: questo metodo mnemonico permette di raffigurare nella mente un luogo o una serie di luoghi per stipare informazioni che avete bisogno di ricordare. È come costruire un palazzo immaginario in cui i concetti della memoria a breve termine sono legati ad altri della memoria a lungo termine. Si sceglie il percorso da fare. In realtà, senza ricorrere alla metafora del palazzo, bisogna ricordare che l’associazione di idee è fondamentale. È come un collegamento ipertestuale su Internet: leggiamo qualcosa e quel concetto, dopo aver compreso, ci porta verso altri concetti che già possedevamo. E non c’è bisogno di ricorrere esclusivamente a concetti accademici: possiamo essere trasportati verso una canzone, un quadro, un film o un programma tv che abbiamo visto. Ogni cervello funziona in modo diverso, bisogna farsene una ragione e cercare di capire come funziona la nostra memoria.

2. Prendi appunti

L’idea fondamentale, quando ci si approccia a un testo, è quella di scorrerlo, per individuare le parole chiave. Ovviamente dovremo usare molto la matita, sottolineare solo le cose importanti (non tutto il libro), aggiungere delle piccole note ai bordi delle pagine, prendere appunti, realizzare schemi su dei fogli o su un quaderno a parte. Nella vita reale, in fondo, quando si fa i relatori per qualcosa in pubblico, è così che funziona. Inoltre bisogna ricordare che l’atto di scrivere ha un effetto chimico sul cervello, con l’aumentare del flusso sanguigno nelle aree responsabili per la memoria. Può far bene creare una routine di scrittura, cominciando un diario o un blog. Scrivere regolarmente può spingere la memoria e aiutarti a ricordare informazioni di cui hai bisogno.

3. Fai l’insegnante

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Fonte: Pixabay

Una delle più potenti tecniche di memoria che le persone spesso sottovalutano – si legge su Quora – è ricordare le informazioni appena apprese insegnandole a qualcun altro, per esempio un amico, un compagno di scuola o un membro della famiglia. Creando una bozza dei punti più importanti, per poi andare oltre i concetti a voce alta davanti a qualcuno. Rendi la tua lettura viva con alcuni esempi, aggiungi un po’ di umorismo o un raccontino per renderla più interessante. Poni domande e incoraggiali a chiederti spiegazioni. Troverai che parlare del materiale ad alta voce ti aiuterà a finalizzare quello che hai appreso e ricordare le cose più importanti.

Tutto però parte dalla comprensione: dobbiamo andare a fondo ai concetti, dobbiamo porci delle domande. La curiosità alimenta sempre la memoria e aiuta il cervello a migliorare le sue potenzialità. Per questa ragione è meglio apprendere cose diverse in modi diversi, per poi tornarci, in maniere sempre differenti, più avanti.

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4. Buone pratiche

Ci sono delle abitudini che sono molto d’aiuto per implementare la memoria. Per esempio molte ricerche mostrano che la musica è d’aiuto per spingere la memoria a lungo termine. Ma anche fare le parole crociate, i puzzle difficili con molti pezzi, gli scacchi, i giochi di carte o leggere romanzi. Anche la meditazione può decongestionare il cervello dai pensieri che distraggono dal brillante lavoro che potresti fare. Così come l’esercizio fisico, anche leggero, come 20 minuti di passeggiata a ritmo sostenuto.

5. Attenzione a sonno e cibo

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Fonte: Pixabay

La privazione cronica del sonno può ridurre le tue abilità cognitive, impattare negativamente la tua concentrazione e ridurre anche il quoziente intellettivo. Inoltre è importante iniziare la giornata con una colazione bilanciata, per esempio con una combinazione di proteine, frutta, grassi salutari come le noci, ci può essere avena o yogurt, frutta fresca e mandorle. Le uova sono invece un potente mix di vitamine b (aiutano le cellule nervose a bruciare il glucosio), antiossidanti (proteggono i neuroni contro i danni), e gli acidi grassi omega 3 (tengono le cellule nervose funzionanti e alla velocità ottimale). Le noci come snack migliorano inoltre le funzioni cognitive e incoraggiano l’apprendimento. Da introdurre nella dieta anche sardine, barbabietole, spinaci e lenticchie.

6. Evita di controllare la mail di frequente

Quest’abitudine serve solo a distrarti – scrivono su Quora – Secondo la rivista di Harvard ti si può abbassare il quoziente intellettivo di 10 punti, non di meno se stai aspettando una mail che cambierà il corso della tua vita (una circostanza piuttosto rara), lascia il controllo della posta per più tardi, invece di renderlo la prima cosa che fai la mattina, quando il cervello è bello riposato e può funzionare meglio per risolvere problemi complessi.