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Stealthing, il pericoloso "trend" sessuale dello stupro "invisibile": "Sono stata violentata senza accorgermene"

Si chiama "stealthing": a tutti gli effetti, una pratica di stupro invisibile che, purtroppo, non tutti considerano violenza, anche se lo è. Incredibile ma vero, crescono le community online che ne parlano incoraggiandolo e il fenomeno si stia diffondendo sempre più rapidamente e pericolosamente.
Fonte: web

Violentare una persona non significa solo compiere su di lei un atto sessuale non voluto e non consensuale, né il concetto di stupro si esaurisce nella mera azione fisica. Qualsiasi gesto compiuto senza la volontà dell’altro, senza il suo assenso, o senza che ne sia consapevole può essere definito come sopruso, e la donna – o l’uomo – che subiscono questo genere di trattamento possono, a tutti gli effetti, dichiarare di essere stati violentati.

Ecco perché le vittime dello stealthing sono equiparabili, in tutto e per tutto, alle altre vittime di violenza sessuale, proprio perché questa odiosa pratica che, incredibilmente, si sta diffondendo a macchia d’olio (o forse c’è sempre stata e se ne parla solo ora), presuppone l’agire nell’ignoranza dell’altro, o meglio nell’agire comunque al di là della sua manifestata volontà.

Facciamo un passo indietro e cerchiamo anzitutto di capire di cosa stiamo parlando: lo stealthing è la pratica sessuale che si riferisce al momento in cui, durante il rapporto, ci si sfila il preservativo senza condividere questo momento con la (o il) partner. Insomma, agendo senza che lei/lui neppure se ne accorga, ecco il motivo del nome, che in italiano potrebbe essere tradotto come “azione furtiva, inganno sleale“. Praticamente la vittima di stealthing è convinta di avere un rapporto protetto e invece protetto non è.

Come spesso, purtroppo, accade, anche in questo caso la rapida diffusione dello stealthing corre lungo la rete di Internet dove, per quanto possa sembrare assurdo, continuano a nascere vere e proprie community che ne parlano; non condannandolo, come naturalmente ci si aspetterebbe, ma addirittura fornendo suggerimenti e consigli pratici per organizzarlo al meglio. A finire nell’occhio del ciclone per esempio è Reddit, il forum che si definisce “il più libero e democratico al mondo”, tacciato spesso di essere ai limiti della perversione nonostante gli evidenti limiti che i fondatori, Steve Huffman e Alexis Ohanian, hanno imposto rispetto ai contenuti condivisibili. Con una rapida ricerca su Internet il nome del forum e la dicitura stealthing si trovano spesso accostati. E non solo perché, per esempio, per il post di una diciannovenne che, evidentemente in preda al panico, inizia il proprio post confessando: “Sono appena stata stealthed, ho bisogno di una guida“. Ma anche per veri e propri post di consigli su come praticarlo. Ma andiamo con ordine.

Partiamo dal punto di vista delle vittime.

Abbiamo già scritto tempo fa di Stella, nome di fantasia per una ragazza reale che abbiamo incontrato e ci ha raccontato l’angoscia e l’orrore vissuti per quella terribile esperienza, per quel rapporto avuto, diversamente da quanto lei aveva espressamente richiesto, senza l’utilizzo del condom, sfilato dal partner durante l’atto.

Cosa può fare una vittima di stealthing? A chi si può rivolgere? Si può denunciare chi lo ha praticato ai nostri danni o in fondo l’atto è stato consensuale in principio e quindi non c’è nulla di cui lamentarsi?

Insomma, a dirla tutta non esiste una vera e propria definizione di stealthing ed è proprio per questo che la maggior parte delle persone che lo subiscono non ha ben chiaro come muoversi successivamente. Tanto che Alexandra Broadsky, che ha condotto uno studio per il Columbia Journal of Gender and Law, ha spiegato proprio come l’incipit dei racconti di tutte le testimonianze da lei raccolte fosse il medesimo:

Fonte: web

Io non sono sicura se questo sia stupro ma…

Oppure

Non so se sono stata stuprata, non mi sono accorta di nulla.

Stessa frase che anche Stella aveva pronunciato quando ci aveva raccontato la sua storia.

Tutti a chiedersi, a mettere in dubbio (tanto che anche la vittima stessa finisce per vergognarsi, sentirsi in colpa e non sapere più se ritenersi vittima o no): si ha effettivamente subito violenza sessuale, sopruso, abuso, se durante un rapporto iniziato consensualmente lui si sfila il preservativo?

La legge svizzera, proprio agli inizi di quest’anno. ha fatto condannare, prima volta nella storia, una persona per aver tolto il profilattico durante un rapporto, con l’accusa di stupro, poiché questa azione non prevedeva il consenso dell’altra persona coinvolta nell’atto sessuale. Insomma, se un rapporto è consenziente ma solo se subordinato all’utilizzo del preservativo, toglierlo, ovvero attuare lo stealthing, equivale a un sopruso, ed è pertanto punibile. Ma, ad eccezione di questo caso, nello studio di Alexandra Broadsky lo stealthing non risulta attaccabile e attaccato dalla legge e, cosa ancor più inquietante, riceve commenti decisamente positivi dai fedelissimi delle nutrite community online, che lo definiscono la “nuova misoginia 4.0, in risposta al femminismo da Campus” [il movimento studentesco femminile che a metà Duemila ha dato voce ai casi di violenza sessuale nei campus american, n.d.r.]. Insomma nascono nuove forme di misoginia che, celandosi dietro la parvenza di un rapporto intimo instaurato sulla base del rispetto e della fiducia, in realtà tendono ad approfittare comunque dell’altra persona, tradendola con l’atto di sfilare il condom. E l’aspetto peggiore è proprio quello, sottolineato da Broadsky, che

Esistono forum e forum che spiegano come togliersi il preservativo senza che lei se ne accorga.

Naturalmente a rischio stealthing ci sono tutti, etero e omosessuali, dato che la pratica è tristemente diffusa anche nelle comunità gay; e poco importa sapere  che nella gran parte dei casi l’eiaculazione avvenga comunque fuori e, pertanto, le probabilità di gravidanze indesiderate sono ridotte ai minimi termini. Un rapporto senza preservativo porta sempre con sé i rischi, altissimi, di trasmissioni di malattie sessuali anche gravi, una vera e propria condanna per colei, o colui, che subisce tutto ciò completamente ignaro, non rispettato nella propria volontà e perciò, a tutti gli effetti, vittima di un sopruso sessuale.

Come giustamente sottolinea Alexandra Broadsky, occorre

Fornire un vocabolario di quello che è violenza, anche quando non ha i tratti osceni dello stupro.

Perché non è sufficiente desiderare reciprocamente avere un rapporto sessuale per considerarsi immuni dal commettere un reato; se viene tradita la fiducia del partner e si usa lo stealthing, sfilando il preservativo senza che l’altro sia messo al corrente o voglia rinunciarvi, si tratta, comunque, di violenza, e come tale deve essere considerata e punita. Così come dovrebbero essere sanzionate pesantemente le community che tristemente danno “consigli pratici per l’uso”, in barba a etica, principi morali e, soprattutto, diritti inviolabili.