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Tentò di uccidersi sparandosi, 10 anni dopo riceve il trapianto di faccia

La depressione può portare a gesti disperati e molto gravi, persino al suicidio. Andy Sandness ha provato invano a porre fine alla sua vita sfigurandosi il volto con un colpo di pistola. A distanza di 10 anni, si torna a parlare di lui, stavolta positivamente.
Fonte: AP

Andy Sandness è un giovane 21enne che, nel 2006, in preda a una grave depressione, si puntò una pistola sotto il mento per salutare per sempre un mondo dalla prospettiva grigia e buia. Sperava che, una volta premuto il grilletto, avrebbe raggiunto un posto migliore, magari con un po’ di luce e pace in più. In preda al pentimento, Andy pregò alla polizia di salvargli la vita anche se quasi vicino alla morte.

“Vi prego, vi prego non lasciatemi morire!” – ha implorato i soccorritori

Miracolosamente riuscì a sopravvivere. La medicina ha fatto molti progressi e, nella maggior parte dei casi, la chirurgia estetica riesce a migliorare delle situazioni che apparentemente risultano molto gravi (e che lo sono).

Dopo aver tentato il suicidio, Andy era irriconoscibile, gli erano rimasti solamente due denti, naso e bocca erano spariti e il suo occhio sinistro era quasi cieco. Non riusciva più neanche a guardarsi allo specchio. Per circa quattro mesi e mezzo, il ragazzo dovette affrontare ben otto interventi chirurgici.

Samir Mardini (chirurgo plastico specializzato in ricostruzione facciale) gli ricostruì la mascella utilizzando i muscoli e le ossa di un fianco e la pelle di una gamba.

Così, Andy si mise in lista d’attesa per un trapianto di faccia presso la United Network for Organ Sharing con la speranza di trovare presto il suo donatore. Da quel momento passano dieci lunghi anni. Andy riprende in mano la sua vita, lavora nei giacimenti di petrolio ed è motivato, grazie anche al supporto della famiglia. Non si fa vedere dai bambini perché teme di spaventarli e si limita a camminare tra la gente con una protesi al naso.

Il 16 giugno del 2016, Calen “Rudy” Ross, anche lui 21enne e anche lui in preda a una fortissima depressione, tentò il suicidio. A differenza di Andy, la morte prese il sopravvento e Calen disse addio alla moglie Lilly: una 19enne che, incinta di otto mesi, si ritrovò ad affrontare la gravidanza sopportando il peso di un dolore così grande.

Una delle ultime volontà di Ross fu quella di donare i suoi organi, tra cui il suo volto; così Lilly si fece coraggio e incontrò un rappresentante di LifeSource (organizzazione no-profit che aiuta le famiglie a facilitare la donazione di organi e tessuti).

All’inizio la ragazza era un po’ scettica, non voleva camminare per strada e vedere di colpo il defunto marito sapendo che non era veramente lui. Ma dopo aver appreso che Andy avrebbe avuto solamente occhi e fronte di Calen e che non sarebbero stati esattamente uguali, accettò.

Quello di Andy fu il primo trapianto di faccia della Mayo Clinic, durò 56 ore ed erano presenti 60 chirurghi, infermieri, anestesisti e altre figure mediche.

“Il risultato è a dir poco un miracolo” – dice il chirurgo Mardini

Nel mese di dicembre 2016, Andy si sottopose a un intervento chirurgico per stringere la pelle sul viso e sul collo e per costruire le ossa intorno agli occhi. Adesso, i suoi muscoli facciali sono sempre più forti e sta facendo delle cure presso un logopedista.

Sono passati 10 anni. Oggi Andy è un 31enne entusiasta di essere “solo un altro volto nella folla” e di poter camminare tranquillamente tra la gente senza sentirsi in imbarazzo e soffrire davanti allo sguardo stranito dei passanti. Quando si perde qualcosa, se ne capisce il valore effettivo. Adesso Andy è felice e si gode la vita. Un caso straordinario, questo, che rimarrà nella storia.