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Papa Ratzinger - I Social Network, parte della realtà

«L’ambiente digitale non è un mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani». Benedetto XVI dedica il messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali ai social network.
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La cosa mi fa un pò sorridere. Da un lato ammiro il fatto che un uomo ottantacinquenne, che circa un mese fa ha clamorosamente debuttato su twitter col profilo @Pontifex (che non so a voi ma a me fa pensare ad un adesivo per protesi dentarie…) sia per così dire “proiettato nel futuro”. D’altro canto non posso dimenticare altre, esternazioni, per così dire, meno carine e meno “moderne” e mi riaggancio al mio articolo.

Ho la sensazione, che da una parte la Chiesa, voglia “sembrare” al passo coi tempi, elogiando “la grande potenzialità” dei social network, che “stanno contribuendo a a far emergere una nuova agorà, una piazza pubblica e aperta in cui le persone condividono idee, informazioni, opinioni, e dove, inoltre, possono prendere vita nuove relazioni e forme di comunità”. Dall’altra parte rimane però, a mio avviso, abbarbicata alle proprie rocciose posizioni, quando invece si tratta di entrare nel vivo della realtà di un mondo che sta mutando. Mi riferisco alla totale chiusura riguardo ai temi della famiglia, ovviamente non mi la tanto “sponsorizzata” famiglia tradizionale, che però ahimè non è l’unico tipo di famiglia che costituisce la realtà odierna.

Credo che la Chiesa si renda conto di aver perso “qualche consenso” e per alcuni avvenimenti, per così dire non proprio edificanti e tenti la carta dell’evangelizzazione digitale.

Il lungo messaggio, per  la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e di chi opera nella comunicazione è intitolato «Reti sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione». Il Papa aveva già invitato i giovani a «evangelizzare il continente digitale». E ora riflette sul fatto che la parola in Rete sia spesso “accompagnata da immagini e suoni” “La tradizione cristiana è da sempre ricca di segni e simboli”, dalla Croce alle icone al presepe. Ma non basta: “I social network, oltre che strumento di evangelizzazione, possono essere un fattore di sviluppo umano. Ad esempio, in alcuni contesti geografici e culturali dove i cristiani si sentono isolati, possono rafforzare il senso della loro effettiva unità con la comunità universale dei credenti”.

A me rimane un grosso dubbio. Si tratta di un vero tentativo di avvicinarsi alla realtà della gente o un’ abile mossa di marketing per non perdere “potere di mercato”? Insomma, politicamente parlando, siamo in piena campagna elettorale e per la Chiesa potrebbe essere un ottimo modo per cercare nuovi consensi, nuove anime da salvare?….Quindi, da una parte la campagna elettorale dall’altra la campagna acquisti? A qualcuno potrò sembrare blasfema, ma, sono fra quelli, e non credo pochi, delusi dinanzi al comportamento di chiusura di un’Istituzione che dovrebbe diffondere ideali di pace giustizia e fratellanza, perdono e amore universale.  Spero di sbagliarmi… ma chi vive sperando… vabbè, ognuno tragga le proprie conclusioni.