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Perdono i genitori in una settimana: il mondo si mobilita per pagare il mutuo ai tre fratelli

Luke, Hannah e Oliver Bennett sono tre fratelli di Liverpool colpiti da una grande tragedia: hanno perso entrambi i genitori nel giro di una settimana. Ma prima i vicini di casa, poi l'intero Regno Unito, si è mobilitato per non farli sentire soli e, con una raccolta fondi, ecco cosa hanno fatto.
Fonte: telegraph

Quando il destino si accanisce contro di te, negandoti ogni gioia e infliggendoti i dolori più incredibili, non hai molte scelte: o ti rialzi e cerchi di lottare, o ti lasci trasportare con inerzia dagli eventi, certo di non avere più motivi per andare avanti.

Un figlio è “preparato” a vedere i suoi genitori andarsene prima di lui, perché questo è il cosiddetto “ciclo naturale” della vita. Meno sopportabile, per nulla accettabile, è quando invece accade il contrario, quando è un padre,  o una madre, a sopravvivere a un figlio.

I figli, però, di certo si aspettano di salutare i genitori quando sono anziani, dopo aver goduto di loro e della loro presenza per tutta una vita, dopo che mamma e papà li hanno visti crescere, laurearsi, sposarsi, avere a loro volta dei bambini. Diverso è quando quel destino beffardo di cui parlavamo decide di portarteli via da giovani, ed entrambi nel giro di una settimana.

Eppure questo è proprio quello che è successo ai tre fratelli Bennett, Luke, Hannah e Oliver, rispettivamente di 21, 18 e 13 anni. La classica famiglia inglese, quella dei Bennett: persone comuni, rispettabili, molto uniti tra di loro, i figli tutti e tre studenti, il padre, Mike, falegname, e la madre, Julie, insegnante. Una vita perfetta all’insegna della normalità nella loro casa di Liverpool, almeno fino all’arrivo di quelle diagnosi impietose, fatali: tumore al cervello per lui, scoperto nel 2013, e tumore al seno per lei, venuto alla luce tre anni più tardi.

Da quel momento l’inizio del calvario, che per Mike e Julie non era tanto rappresentato dalle sedute di chemioterapia, dai dolori causati dal cancro, quanto dalla consapevolezza, tremenda, di quello che sarebbe successo di lì a poco: se ne sarebbero andati, e avrebbero “abbandonato” Luke, Hannah e Oliver a loro stessi, con una vita ancora tutta da costruire.

“Cosa sarà dei nostri figli, quando noi non ci saremo più?” ripeteva spesso lei.”Non preoccuparti, la comunità si prenderà cura di loro” rispondeva lui.

Chissà se lo faceva più per tranquillizzarla o  perché ci credeva davvero, nel buon cuore dei suoi vicini di casa.

Fatto sta che Mike muore lo scorso 6 febbraio, a 57 anni, mentre la moglie lo raggiunge cinque giorni dopo, l’11, a 50 anni.

Fonte: telegraph

Ma proprio dopo la loro scomparsa, accade quel miracolo in cui Mike aveva tanto sperato: una vicina di casa, Claire Knight, tramite un sito, istituisce una raccolta fondi per aiutare i tre ragazzi Bennett, affinché riescano a terminare di pagare il mutuo della loro casa di Wirral e per terminare gli studi. All’inizio la gara di solidarietà interessa le persone del vicinato, il quartiere, ma in breve tempo la storia di Luke e dei fratelli si diffonde a macchia d’olio, così come la notizia della raccolta fondi. Ecco che dalla Scozia all’Inghilterra, in tutto il Regno Unito, le persone vogliono contribuire ad aiutare i ragazzi, dare una mano per evitare loro di finire in strada e di dover rinunciare ai propri sogni per colpa di un destino che definire malvagio è poco.

Nel giro di appena un mese la raccolta fondi lanciata su JustGiving raggiunge l’incredibile somma di 275 mila sterline, pari a circa 316 mila euro. Inutile dire che questa cifra non attenua il dolore dei ragazzi per la perdita di mamma e papà, ma perlomeno riuscirà ad aiutarli economicamente.

Siamo veramente grati -dice al Telegraph Luke, il maggiore, che studia recitazione- All’inizio sono venute in nostro aiuto persone che conoscevamo, ma piano piano la cerchia si è allargata e alla fine abbiamo ricevuto donazioni da tutto il mondo, una generosità incredibile, che ci ha commosso. Senza quei soldi avrei dovuto rinunciare all’accademia per trovare un lavoro, invece così potrò continuare.

Gli fa eco la sorella Hannah, spiegando che con tutti quei soldi, dopo aver pensato a sé e al proprio futuro, cercheranno di dare una mano ad altri che hanno bisogno.

Non abbiamo bisogno di altri soldi. Va bene così. Non sappiamo cosa ci riservi il futuro, ma per adesso siamo a posto. Non prenderemo altro denaro, speriamo che il resto possa aiutare ragazzi orfani come noi, o gruppi di ricerca contro il cancro. Ci sono altre persone che ne hanno bisogno più di noi: ho letto di persone che necessitano di trattamenti e si tratta di salvare loro la vita, non di riuscire a restare nella stessa casa in cui si è cresciuti.

Insomma i tre ragazzi Bennett, obbligati a crescere troppo in fretta da un fato crudele, hanno sperimentato sulla propria pelle la grandezza della generosità altrui, un esempio che torna a far sorridere a dispetto di tanti episodi in cui a prevalere sono egoismo e cattiveria. Ma hanno imparato allo stesso tempo a essere generosi a loro volta, riuscendo a pensare, nella grande tragedia che li ha colpiti, alle altre centinaia di tragedie in tutto simili alla loro. Questo non darà loro indietro i loro genitori, ma siamo sicure che da quell’angolino di Paradiso da cui li stanno guardando, Mike e Julie sono davvero orgogliosissimi dei loro bambini.