Ilde, sposa a 13 anni: "Mi portava dalle prostitute per imparare a fare sesso"

Ogni giorno in qualche zona del mondo una bambina viene data in sposa a uomini adulti, il più delle volte per questioni economiche. Ma il dramma delle mogli bambine affliggeva anche il nostro paese fino a non molto tempo fa, e oggi una di loro ha scelto di raccontare la sua storia: "Io, sposa a 13 anni, venduta per 50 mila lire da mia madre". Ecco la toccante testimonianza di Ilde.

 

Ci sono realtà che sembrano, geograficamente ma soprattutto per cultura, estremamente lontane da noi; realtà in cui avvengono cose che, nei paesi dove si presume siano garantiti i più basilari diritti civili, sono ritenute moralmente inaccettabili, scandalose, semplicemente inumane. Il dramma delle spose bambine rientra senz’altro tra le problematiche peggiori con cui migliaia di giovanissime, in varie zone del mondo, devono ancora lottare quotidianamente: sono infatti centinaia ogni giorno le ragazzine, spesso appena adolescenti, altre volte addirittura molto più piccole, che finiscono con il diventare mogli di uomini più grandi di loro, per convenienza, per affari, perché le loro famiglie di appartenenza, il più delle volte al limite della povertà estrema, ne traggono dei benefici in termini economici.

Eppure, non molto tempo fa questa piaga -perché di questo si tratta a tutti gli effetti- affliggeva anche una società ritenuta “civile” come la nostra; e non è difficile crederlo, se si pensa, tanto per fare un esempio di legge immorale, che le disposizioni sul delitto d’onore nel nostro ordinamento giuridico sono state definitivamente abrogate solo nel 1981, con la la legge n. 442 del 5 settembre.

Dunque anche il nostro paese ha avuto le sue storie, drammatiche, di spose bambine; e una di queste, Ilde Terracciano, ha deciso di raccontare la sua drammatica esperienza di moglie, appena tredicenne, di un uomo pregiudicato.

1. Il matrimonio

Fonte: corriere.it

Mia madre, dopo la morte di mio padre, voleva risposarsi- racconta Ilde, oggi 59 anni, fra le lacrime per il dolore di quel ricordo- ma io non volevo un altro papà.

Così la madre, per liberarsi di lei, di quella figlia che non avrebbe accettato una nuova relazione, decide di venderla letteralmente- al miglior offerente; e il miglior offerente, nel suo caso, si chiama Pietro Siano, un uomo che ha quindici anni più di lei e una reputazione non del tutto rispettabile. Lui la compra per 50 mila lire, dopo che la mamma di Ilde aveva persino tentato di “regalarla” al proprio fratello, zio della bambina.

L’uomo è violento, abusa della piccola Ilde, porta persino in casa delle prostitute, gestite dal suo traffico.

Voleva farmi vedere come si faceva l’amore.

Racconta Ilde che, quando rifiuta di avere un rapporto con lui, sente una pistola puntata contro la propria tempia e viene legata al letto. La bambina resta incinta, e a quel punto non rimane altro da fare se non organizzare il matrimonio, unica cosa che può salvarla dall’onta di quel “peccato”.

Quel matrimonio assurdo viene celebrato il 31 ottobre del 1971, nella chiesa di San Gennarello di Ottaviano, in provincia di Napoli, quando Ilde ha appena 13 anni. Tutti sanno chi è lo sposo e conoscono i suoi traffici non immacolati, eppure nessuno parla, nessuno si oppone a quell’unione, neppure il parroco, che sente di avere di fronte un uomo più potente di lui e perciò alza le mani.

Ricordo solo che mia madre mi ha tagliato i capelli e mi ha messo un abitino bianco. E io le chiedevo ‘Perché mi tagli i capelli?’. Non ricordo altro, nemmeno l’entrata della chiesa.

Il 13 giugno dell’anno seguente nasce il figlio di Ilde, che oggi ha 45 anni, e a quel punto lei, ragazzina, decide finalmente di scappare. Da quell’uomo, da quella casa, da tutta quella situazione.

2. La fuga

Fonte: corriere.it

Ilde inizia una vita da “randagia”, dormendo dove capita, entra a sua volta in un giro criminale che la porta ad avere un pensiero orribile, seppur, a suo modo, comprensibile.

Volevo uccidere mia madre- racconta oggi la donna- dentro di me volevo ucciderla con tutta me stessa.

La sua vita trascorre, così, fra il desiderio di vendetta, altra violenza domestica, fino all’arresto per spaccio di droga e ricettazione.

È stato un sollievo quando mi hanno arrestata- continua- ero felice quando sono stata portata in carcere a Pozzuoli, perché non avrei mai più rivisto quell’uomo, di cui avevo paura.

Per anni Ilde non si è perdonata, pure se la colpa di quel matrimonio certamente non era sua: per lungo tempo non è riuscita a sopportare la propria immagine riflessa nello specchio, si sentiva sporca, impura.

Facevo persino la doccia con la biancheria intima, mi facevo schifo, e anche quando andavo al mare, ci andavo coperta. Mi è mancato giocare con le bambole, stare al mare con gli amici… ho fatto un salto troppo grande, da bambina a madre.

Solo venti anni più tardi l’incubo per Ilde finisce: il matrimonio viene infatti annullato dalla Sacra Rota e lei scrive un ebook per raccontare la sua storia, “Scappa a piedi nudi”.

3. I dati

La storia di Ilde non ha certo sorpreso le responsabili del centro antiviolenza Trame di Terra, di Imola, che giornalmente o quasi si occupano di casi di giovanissime date in spose a parenti o uomini adulti, raccogliendo testimonianze anche da altri paesi del mondo. Sono infatti praticamente nulli, adesso, i casi riguardanti ragazzine italiane, tanto che non esistono misure a tal proposito nel Piano Nazionale Antiviolenza, ma sono invece tante le storie di bambine straniere, residenti nel nostro paese, vittime di matrimoni combinati, o quelle che si rifugiano in Italia proprio per scappare a questa sorte, dato che la nostra Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile un’unione di questo genere, anche quando è fatta per motivi culturali.

Nel 2009, da un’indagine condotta in Emilia Romagna- spiega Tiziana Dal Pra, presidente di Trame di Terra- sono risultati 33 casi di unioni forzate. Nella maggior parte dei casi si trattava di donne pakistane, marocchine, indiane, ma c’era anche un’italiana.

Dopo anni di sofferenza, anche Ilde alla fine ha deciso di raccontare la sua drammatica esperienza.

L’ho fatto pensando a tutte le donne che vengono uccise ogni giorno nel nostro paese. Non è facile denunciare e poi tornare nella stessa casa dove si subisce violenza, perché si ha paura. Ma io, alla fine, ce l’ho fatta.

A distanza di tanto tempo, però, una cosa segna ancora profondamente Ilde, e non può non costringerci a una riflessione obbligatoria.

Ogni volta che sogno mia madre- dice la donna- io ho ancora paura.

Perché, anche se oggi Ilde è una donna libera, finalmente, e una madre amatissima dai suoi figli, è certo che nessuno potrà restituirle ciò che le è stato rubato: la possibilità di vivere una famiglia e un’infanzia felice, un diritto che ogni bambina nel mondo dovrebbe avere, sempre. Ilde ha deciso di raccontare la sua storia in un libro, intitolato Scappa a piedi nudi“.

Rettifica 7 febbraio 2017

Abbiamo provveduto a modificare il titolo di questo articolo in cui venivano attribuite alla signore Ilde Terracciano affermazioni non sue relative all’ex marito.
Ci scusiamo per l’errore con la Signora e con i lettori per l’informazione inesatta.

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