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Perde il figlio e costruisce un rifugio per gatti in sua memoria. La storia di Chris

Quando si dice che gli animali sono in grado di riempirti la vita, non è solo un modo di dire. La prova è quest'uomo che, dopo aver perso tragicamente il figlio in un incidente, ha trovato una ragione per andare avanti costruendo un rifugio per gatti bisognosi, dedicato proprio alla memoria del suo ragazzo.

È assolutamente vero quando si dice che un genitore non dovrebbe mai sopravvivere al proprio figlio; eppure, quando la vita è tanto avversa di riservare un destino così crudele, i modi per reagire sono tanti, e tutti densi, a modo loro e nella loro diversità, di un dolore difficilmente placabile o comprensibile agli altri. C’è chi sceglie di chiudersi definitivamente in se stesso, in un’apatia totale rispetto alla sua stessa vita o al mondo esterno, chi invece da quella traumatica esperienza impara a fare del bene verso il prossimo.

Ma quello che ha fatto Chris Arsenault, un ferroviere in pensione di 56 anni di Long Island, nello stato di New York, ha davvero qualcosa di sorprendente.

Tutto ha avuto inizio quando, purtroppo, nel 2006 Chris ha perso il figlio Eric, di appena 24 anni, morto in seguito a un incidente stradale. Per l’uomo, come è naturale immaginare, sono stati giorni di disperazione e di buio totale, passati a domandarsi il perché, a cercare una risposta a quella tragedia, senza mai trovarla. E del resto, come ti spieghi di dover dire addio a tuo figlio?

Poi, un giorno, come nelle fiabe più belle, un incontro gli ha cambiato (di nuovo) la vita, stavolta in senso positivo, e gli ha fatto ritrovare una ragione per andare avanti: Chris si è imbattuto in una colonia di 30 gatti malati, probabilmente randagi, e ha iniziato perciò a prendersi cura di loro, ospitandoli a casa propria.

In breve tempo non solo i felini si sono ripresi del tutto, ma Chris ha capito che poteva, forse, fare comunque qualcosa per onorare la memoria di suo figlio Eric: la sua casa è diventata perciò un vero e proprio paradiso per i gatti più sfortunati, un rifugio che l’uomo ha chiamato Happy Cat Sanctuary e che, ovviamente, è stato intitolato proprio al suo ragazzo.

Abbiamo salvato gatti da situazioni terribili- racconta l’ex ferroviere ai media americani- i trovatelli, quelli malati, addirittura li abbiamo anche salvati dalle bande che volevano usarli come esche per allenare i cani da combattimento.

Tutto questo non gli ridarà suo figlio, ma contribuisce in modo significativo a ridare speranza a povere bestiole di cui nessuno si sarebbe curato, e che, soprattutto, gli riempiono la vita, cosa che non avrebbe mai più creduto possibile.

Adesso l’Happy Cat Sanctuary ospita addirittura 300 mici, e nel tempo è stato sempre più attrezzato, fino ad avere strutture riscaldate,  aree di gioco e di intrattenimento per gli animali, dove possono osservare la vita delle galline e fare numerosi percorsi per arrivare al cibo, oltre che dispositivi per accedere all’acqua e cestini per i rifiuti che garantiscono loro di vivere in un ambiente costantemente pulito. Durante i mesi più freddi chi di loro vuole può stare a casa, al calduccio, ma i più temerari non devono comunque aver paura delle basse temperature, proprio grazie al sistema di riscaldamento che coinvolge anche le zone esterne del rifugio. Ma la cosa più importante di tutte è che ognuno di questi gatti è pronto per essere adottato.

Sono tutti sterilizzati, hanno accesso alle cure veterinarie e vengono regolarmente spazzolati. Sono tutti disponibili per l’adozione.

Assicura Chris. Ma il compito più bello che l’uomo ogni giorno fa è senz’altro quello di dar  loro amore e coccole, sentimenti che gli  animali ricambiano incondizionatamente.

È amore incondizionato, i gatti sanno che li stai aiutando. E te ne sono grati. Il loro amore è la forza che mi fa andare ogni giorno.

No, nulla può superare il dolore per la perdita di un figlio. Ma il cuore di un animale, forse, può rendere meno amara l’esistenza.