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Cerca via Facebook la figlia data in adozione 43 anni fa. Web diviso: egoismo o amore?

“Ti amavo e ti amo ancora” dice così il messaggio che una mamma pubblica via Facebook nell’intento di ritrovare la figlia data in adozione 43 anni prima. Secondo alcuni si tratta di una ricerca genuina, ma in molti hanno tacciato la donna di essere egoista. Scopriamo insieme questa storia.
Fonte: Rowena Fuller

Rowena Fuller ha deciso di dare in adozione la figlia Nicola, dopo soli 10 giorni trascorsi insieme, a 17 anni. La donna – che vive a Dijon in Francia, ma è originaria del Galles – a distanza di anni condivide via Facebook una nota all’interno della quale spiega di essere alla ricerca della figlia. Questi in breve i fatti, ma vediamo nello specifico cosa è successo.

Rowena sostiene che a soli 17 anni si è ritrovata costretta ad abbandonare la figlia e a metterla nelle mani di una famiglia che l’avrebbe accudita al posto suo, perché i genitori non le diedero alcuna possibilità di scelta: la madre non voleva rinunciare alla reputazione della quale godeva all’interno del golf club che frequentava abitualmente, mentre il padre la esortava a “crescere” e a dare via la figlia nonostante la ragazza lo pregasse di lasciarle tenere Nicola.

L’appello tanto accorato quanto toccante, mostra una foto di Nicola a un anno, immagine che – all’epoca – era stata mandata dai nuovi genitori alla mamma naturale.

Fonte: Rowena Fuller

Il post originale è stato condiviso circa 500.000 volte e sono stati in molti a tenderle una mano incoraggiandola. Eppure sono altrettanti a credere che la donna non stia compiendo un gesto sincero, ma puramente egoistico.

Ho vissuto 43 anni nella sofferenza, una lacerazione nella mia vita, nonostante io abbia una figlia meravigliosa, un bravo figlio e i figli adottivi che sono arrivati con il mio matrimonio. Ma questo dolore non smette di farsi sentire.

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La foto della bambina e le parole ad essa collegate sono state pubblicate lo scorso sabato, diventando immediatamente virali nel giro di poco tempo e Rowena spiega così le circostanze in cui si è ritrovata alla nascita di Nicola:

Sei nata il 19 dicembre 1973 a Cardiff. Ho scelto io il nome Nicola. Per dieci giorni ho imparato a farti il bagnetto, a tenerti al caldo e a farti le coccole. Sei arrivata prima del mio diciassettesimo compleanno, il 27 dicembre di quell’anno. La mattina del 30 dicembre stava nevicando. Ti ho fatto indossare un completino bianco come la neve e ho preso l’ascensore fino al parcheggio delle auto. C’era una donna ad aspettarmi, ma non sapevo lasciarti andare. Poi ho dovuto lottare contro mia madre, che alla fine ti ha strappata dalle mie braccia e ti ha data via.

Nonostante i figli naturali e una famiglia allargata – arrivata a seguito del matrimonio con un uomo che aveva già figli – non ha mai superato il suo dolore. Eppure al dolore di allora si aggiunge quello di oggi. A chi critica la sua scelta di voler “irrompere” nella vita di sua figlia, si aggiungono anche veri e propri atti di violenza verbale, come questo post.

Fonte: Dailymail

Il 1973 non era epoca medievale, sapevi a 17 anni nel 1973 di poter scegliere. Apri le gambe e rimani incinta, se le tieni chiuse non succede. Facile, no?

In molti, in realtà, criticano in modo più pacato la scelta della donna di non ricorrere ai canali preposti, che tutelerebbero maggiormente la figlia e la sua privacy. A queste critiche, la donna ha risposto di non potersi permettere quelle vie e di aver quindi scelto di provare tramite social, per i quali ha creato appositamente l’hashtag #findnicolabrett. Eppure in alcuni tweet ampiamente commentati ci si chiede come sia possibile che una donna che non è in grado di sostenere i costi delle commissioni dell’agenzia delle adozioni per ritrovare la figlia, riesca a vivere in una zona lussuosa della Francia.

 

Rowena aveva fatto sapere che nel caso in cui Nicola non avesse voluto incontrarla o ristabilire qualsiasi forma di relazione con lei, avrebbe accettato e rispettato ogni sua decisione.

Non ho intenzione di irrompere nella vita di Nicola e di minacciare i suoi equilibri, l’unica cosa che vorrei fare è aprirle le porte della mia casa e del mio cuore, nel caso in cui lei lo volesse.

Ma l’aggiornamento più significativo di tutta la vicenda è arrivato proprio di recente: Rowena ha pubblicato un post nel quale dice:

Nicola ed io ci siamo messe in contatto privatamente. Vi preghiamo di concederci un po’ di tempo per conoscerci al di fuori del vaso di Pandora mediatico che sembra io abbia aperto. Grazie.

Al di là di ogni parere, auguriamo a madre naturale, adottiva e a Nicola il meglio.