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Il papà denuncia la mamma no-vax: la parola passa al tribunale

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"La pediatra mi sconsigliò il vaccino. Così Azzurra è morta a 11 anni. L'ho uccisa io"

Antonella Salimbene, una mamma in lutto, scatena un’autentica battaglia via social contro i pediatri che si astengono dalla somministrazione dei vaccini e commenta: “Dovrebbero essere radiati dall’Ordine”.
Fonte: Web
Fonte: Web

Antonella Salimbene è la mamma di Azzurra, una bambina di 11 anni morta di meningite fulminante. La donna si sta impegnando alacremente a combattere i medici anti-vaccini e per riuscire nel suo scopo si sta avvalendo dei social, degli organi di stampa e anche delle trasmissioni televisive. Ci ha colpite una sua recente intervista rilasciata a Repubblica, che scegliamo di condividere con voi affinché possiate capire che cosa sia successo ad Azzurra e quale sia l’obiettivo di mamma Antonella.

Azzurra ci ha lasciati nel giro di poche ore, e per lei non c’è stato nulla da fare. Abbiamo scelto di donare i suoi organi, tutti tranne le cornee, perché lei aveva gli occhi che ridevano e non me la sono sentita di donare anche quelli. Ma il resto sì. Ho pensato subito ai genitori che hanno i figli in attesa di trapianto, alla sofferenza che sono costrette ad affrontare quelle famiglie. Per noi non c’era rimedio, ma per loro sì.

Mamma Antonella ha 38 anni e vive a Casalmaiocco, in provincia di Lodi, con il marito Vito e i due figli minori. La sua guerra contro i medici “anti-vax” è iniziata quasi tre anni fa, nel marzo del 2014 all’epoca della morte di sua figlia Azzurra per colpa della meningite contro la quale non era stata vaccinata.

Il mio obiettivo è che i casi come quello di Azzurra non si ripetano. I medici che sconsigliano le vaccinazioni devono essere puniti con la radiazione dall’albo quando si rifiutano di vaccinare.

Azzurra non aveva fatto il vaccino contro il Meningococco C perché la pediatra lo aveva sconsigliato. Il resto delle vaccinazioni obbligatorie invece era stato somministrato regolarmente. La vaccinazione contro la meningite è una tra quelle raccomandate –  non obbligatorie quindi – e va fatta entro il compimento del primo anno di vita.

La pediatra mi disse che secondo lei non c’era bisogno di farla e che lei stessa non aveva vaccinato sua figlia. Ma adesso, ripensandoci, ho capito che non avrei dovuto seguire quell’indicazione. Mia figlia sarebbe ancora viva se solo avesse fatto quel vaccino e avessi consultato almeno un altro medico.

Fonte: Facebook
Fonte: Facebook

Azzurra si è ammalata i 19 marzo del 2014, il giorno della Festa del Papà. Il giorno prima ero dovuta andare a prenderla a scuola prima del solito perché non si sentiva bene. Aveva la febbre, ma non sembrava nulla di serio.
Sono andata ad accompagnare la mia figlia più piccola all’asilo, Azzurra nel frattempo è rimasta a casa con la nonna e non appena sono tornata la febbre era già altissima e aveva un mal di testa feroce. Non siamo nemmeno riuscite a metterla a letto: è svenuta, l’abbiamo trovata con la schiuma alla bocca ed è stata ricoverata poco dopo in rianimazione.
La diagnosi di meningite è arrivata dopo poche ore grazie ad un prelievo. Dopo aver parlato con i medici e aver appreso dell’irreversibilità delle sue condizioni, abbiamo deciso di procedere con la donazione degli organi.

Mamma Antonella si sente responsabile del fatto di aver assecondato la pediatra e di non aver proceduto con la vaccinazione e – a seguito del dramma vissuto in prima persona con Azzurra – ha scoperto che sono moltissimi i pediatri che sconsigliano la vaccinazione contro il Meningococco.

Si tratta di un’assurdità. Un medico deve garantire il diritto alla salute dei bambini. Non può metterli in pericolo sulla base di teorie che sono state smentite ampiamente: per diffondere quelle purtroppo già bastano i social. Già, perché in Rete si legge di tutto, circolano teorie strampalate prive di contenuto scientifico. Ma sono in troppi a fidarsi di quel che gli viene detto senza che si documentino.

Antonella e il marito Vito hanno fondato lo scorso aprile l’associazione “Un bacio ad Azzurra” che oltre a ricordare la figlia scomparsa prematuramente, si impegna nella divulgazione di informazioni sui vaccini.

Fonte: Il Cittadino
Fonte: Il Cittadino

Il nostro obiettivo è quello di promuovere le vaccinazioni perché sono sicure. Vogliamo evitare che altri bambini muoiano per una malattia che invece può essere prevenuta. Il medico dev’essere il primo a garantire la prevenzione: non può fare campagna “contro”, è inaccettabile.
È contro natura veder morire il proprio figlio, non dovrebbe esistere. Vorrei farlo capire a chi rifiuta le vaccinazioni.